Con l’arrivo dell’autunno e il finire delle belle giornate è difficile immaginare di poter continuare a sorseggiare drink e mangiare all’aperto. Eppure, la necessità di contenere il contagio continua a imporre distanziamento e ricambio d’aria. «Il tema logistico dell’organizzazione dei locali, e dei relativi controlli, va inevitabilmente affrontato – afferma infatti l’assessore alla sicurezza e attività economiche, Jamil Sadegholvaad – ma deve essere necessariamente coordinato dalla Prefettura, non può essere gestito unicamente dal Comune».

Tuttavia, dal palazzo del rappresentante del governo riferiscono di non avere ancora fissato un calendario per gli incontri con le autorità locali destinato ad affrontare il tema dell’adattamento alle circostanze invernali. E alcuni luoghi, più di altri risentono già della fine dell’estate.

“Sardine” in pescheria

«Alle cantinette della Vecchia pescheria c’è un problema logistico – ammette l’assessore sadegholvaad – il rischio che si creino assembramenti è concreto, anche per il fatto che il target degli avventori è molto giovane». Già lo scorso sabato sera, infatti, al termine della manifestazione Al Meni, tra i locali e i banchi della pescheria si erano radunati centinaia di ragazzi, che non curanti delle disposizioni anti Covid chiacchieravano e sorseggiavano drink a distanze di molto inferiori a un metro, nella maggior parte dei casi senza mascherina. «Ci occuperemo di studiare una soluzione con i gestori dei locali – chiarisce a proposito Sadegholvaad – sfruttando a meglio gli spazi esterni». «Ma è chiaro che lì, – sottolinea l’assessore – l’attenzione deve restare alta. Perché se è vero che l’Italia sta riuscendo a gestire meglio la situazione contagi che altri Paesi è proprio perché sono state adottate misure più rigide, e non è certo ora il momento di abbassare la guardia». Affermando di non voler arrivare a creare «un clima di controlli serrati», Sadegholvaad sottolinea che «ci deve essere grande rispetto, per fare in modo di non dover arrivare a mettere in atto misure repressive».

Outdoor invernale

Per continuare a evitare assembramenti di persone al chiuso, l’idea, come spiega l’assessore alle Attività economiche, è quella di «proseguire con gli open space, favorendo gli ampliamenti all’esterno gratuiti». Sadegholvaad sottolinea che tuttavia è necessario «fare i conti con le normative urbanistiche, perché dehors completamente chiusi non possono essere fatti». Ben vengano quindi «“funghi” per il riscaldamento e paraventi». «Compatibilmente con le norme – ribadisce l’assessore – cercheremo di dare disponibilità ai locali».

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