Rimini. “Tassa di soggiorno fino a dieci euro”, Gnassi alza il limite

Tassa di soggiorno fino a 10 euro al giorno. Un fondo per riqualificare il personale turistico. Assunzioni affinché anche nei piccoli comuni ci sia chi segue i progetti del Pnrr. Colpo di acceleratore sui rinnovi delle concessioni demaniali. L’onorevole Andrea Gnassi (Pd) lancia i suoi emendamenti alla finanziaria e propone ai colleghi riminesi di «fare squadra» perché al di là del colore politico «viene prima il bene del territorio».

“La manovra che vorrei”

Per la sua prima conferenza stampa Gnassi sceglie (non a caso) la sala della Provincia dedicata a Massimo Pironi, ex sindaco di Riccione scomparso pochi mesi fa. L’obiettivo è quello di presentare gli emendamenti alla finanziaria che sono riusciti a superare le tagliole romane: tempi stretti, ammissibilità e principio della segnalazione. Risultato? Sono quelli che arrivano in commissione bilancio e il confronto inizia lunedì. Minimo comune denominatore? «Fanno bene a enti locali, imprese e turismo».

Andrea Gnassi

“Noi siamo i piccoli”

Il Pnrr stanzia risorse per sostenere lo sviluppo. E si sa. Gli enti locali più piccoli, però, non sempre hanno le forze per redarre e seguire i progetti. Esistono quindi risorse ad hoc per sostenere assunzioni a tempo indeterminato di persone che facciano proprio quello, seguire le partite candidate al Pnrr. Gnassi propone di estendere questo tipo di aiuto ai Comuni fino a 10mila abitanti (ora il limite è 5mila) e allo stesso tempo istituire un fondo speciale da 50 milioni.

Autonomia finanziaria

Un altro emendamento è dedicato ai dipendenti che possono spostarsi da un Comune all’altro (in deroga) per rimpinguare la forza lavoro. Si propone di portare il limite al 25 per cento della pianta organica.

Inoltre. Si chiede di trasformare le risorse derivate dalle alienazioni patrimoniali in spesa corrente (per Rimini ad esempio la partita quest’anno vale 6,5 milioni), così da sostenere imprese e famiglie (bollette, caro energia). «Non si vuole spendere di più – assicura Gnassi – parliamo di Comuni virtuosi che hanno avanzi di bilancio».

Tassa di soggiorno

Gnassi cita «ambienti governativi» e «parti economiche» che vorrebbero creare un fondo dedicato al turismo, «finanziandolo però, togliendo una percentuale alla imposta di soggiorno», tagliando quindi «risorse ai Comuni» per sostenere un «calderone nazionale che non si sa chi lo gestisce».

Invece? «Ci opponiamo. Noi proponiamo un emendamento che consenta ai Comuni di portare l’aliquota della tassa di soggiorno fino a 10 euro (ora è 5 euro al giorno) per quei Comuni che abbiano il rapporto fra residenti e turisti di uno a venti. Rimini ha un rapporto tale per cui un riminese paga servizi per 49 persone».

Varie ed eventuali

Il Pnrr dedica al turismo 2,4 miliardi, quindi Gnassi (insieme ad altri) sta preparando risoluzioni e interrogazioni per capire «cosa vuole fare il governo».

L’uso del Pos «deve essere libero» e le commissioni bancarie compensate con il credito d’imposta.

Da un punto di vista fiscale «proponiamo 6 miliardi per ridurre il peso sui lavoratori».

Sul turismo si cita la proposta di triplicare (15 milioni nel 2023 e 18 più 18 nel 2024 e 2025) per qualificare il personale turistico. Invece il governo introduce «voucher a go go, che di per sé non sono uno scandalo, solo una parte perché rendono precario il lavoro, ma prima c’è la formazione professionale».

“Ciao mare”

Ricordando l’ultima uscita della ministra Daniela Santanchè («le spiagge libere sono piene di rifiuti e drogati») e il relativo danno d’immagine all’estero, Gnassi rammenta la partita concessioni demaniali da rinnovare tramite gare pubbliche. «Il ministro venga in commissione, si confronti con Regioni e Comuni e si stabiliscano i criteri per andare a trattare in Europa. Noi le idee le abbiamo: valore d’impresa, investimenti, tipicità. Hanno paura delle multinazionali? Basta scrivere che non si possono avere più di due concessioni. Per ora siamo sì alle vongole e no al sushi». Per la cronaca, la battuta su vongole e sushi è tutta per la Santanchè.

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