Rimini, a Pasquetta tra i supermercati chiude solo Coop

«Chiudere i supermercati a Pasqua e Pasquetta»: accolto solo in parte l’appello dei sindacati. A Rimini, come in buona parte dell’Italia, i supermercati rimarranno chiusi a Pasqua, mentre molti alzeranno le saracinesche almeno mezza giornata il Lunedì dell’Angelo.

Diverse le scelte delle catene della grande distribuzione alimentare: «L’unica a dare indicazioni di rimanere chiusi è stata Coop Alleanza 3.0» spiega Mirco Botteghi, segretario di Filcams Cgil Rimini «mentre Lidl e Eurospin chiuderanno a Pasqua, ma saranno aperti a Pasquetta». A questi si aggiungono i punti vendita di Conad, ai cui soci è stata lasciata la possibilità di scegliere liberamente – con gli store riminesi che, di fatto, rimarranno tutti chiusi il 4 e saranno almeno in parte aperti il 5. Una scelta che nel complesso lascia un po’ l’amaro in bocca: «Secondo noi è molto grave questa mancanza di sensibilità da parte della grande distribuzione organizzata nei confronti di lavoratori che lavorano ininterrottamente da un anno, anche in piena pandemia» afferma Botteghi. Per questo motivo nei giorni scorsi Filcams, Fisacat e Uiltucs avevano lanciato un appello a «politica, istituzioni, consumatori e le stesse aziende» per favorire la chiusura dei supermercati durante le festività, considerando anche la fase della pandemia in cui ci troviamo e la permanenza della Regione in zona rossa. «Purtroppo i supermercati sono luoghi di ritrovo, in cui le persone si recano “tanto per uscire” e rischiano di essere un’ulteriore occasione di circolazione del virus. In questi giorni di feste tutto è limitato, tranne l’accesso al supermercato» aggiunge il segretario di Filcams Rimini «i lavoratori meritavano una maggiore attenzione, sia dalla politica che dalle aziende». Un’attenzione che ora vorrebbero ricevere nell’ambito della campagna di vaccinazione. Oltre ad essere un servizio fondamentale, quello dell’addetto alla vendita «è un lavoro che non può essere fatto in smart working e questo deve avere un peso nella definizione delle priorità» evidenzia Mirco Botteghi. Nessuno mette in dubbio la linea assunta fino ad ora, che mira alla tutela di anziani e soggetti fragili «Ma quando i vaccini ci saranno a sufficienza per tutti» conclude Botteghi «sarà bene tenere al centro della questione questi lavoratori, che hanno dato tanto anche all’economia del paese e che hanno decine e decine di contatti al giorno, che rimangono un rischio» nonostante l’applicazione attenta di tutti i protocolli di sicurezza.

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