RIMINI. Per più di due settimane l’avrebbero ripetutamente violentata, percossa e minacciata in un casolare di campagna abbandonato nella periferia riminese, e per questo sono stati, per il momento, denunciati a piede libero. I due presunti aguzzini, fa sapere la Questura di Rimini, sono un 52enne e un 36enne, entrambi romeni e senza fissa dimora, la cui posizione “è adesso al vaglio, oltre che della magistratura riminese, anche dell’Ufficio Immigrazione per eventuali provvedimenti di allontanamento dal territorio nazionale”. La vittima, una donna straniera, era finita nelle mani dei due “più di due settimane fa, quando si era fidata di uno sconosciuto che l’aveva avvicinata nei pressi della stazione di Rimini offrendole un riparo e una sistemazione ‘sicura’ per fare fronte comune alle limitazioni di questi giorni”. Da allora la donna era stata trattenuta nel casolare abbandonato dove, stando a quanto ha raccontato agli agenti, ha subito ripetute violenze sessuali da parte di uno dei due denunciati, mentre l’altro l’ha malmenata e minacciata a più riprese. Nella notte tra sabato e domenica, però, la vittima “è riuscita a mettersi in contatto con un suo conoscente residente in Puglia, che ha contattato il commissariato di Polizia di Gallipoli”. I poliziotti pugliesi hanno poi attivato i colleghi di Rimini, e verso le 2 di domenica sono iniziate le ricerche da parte degli uomini delle volanti che, anche con l’aiuto del sistema di rintraccio della posizione del cellulare della donna, sono riusciti ad individuare il casolare”. 

Fuori dall’edificio, privo di elettricità, acqua corrente e riscaldamento, i poliziotti, intervenuti in forze, hanno trovato “quattro uomini che si scaldavano e bevevano davanti a un fuoco”. La donna, invece, si trovava all’interno del casolare, ma quando ha sentito “il trambusto di fuori, ne ha approfittato per uscire, sentendosi finalmente al sicuro”. La successiva ricostruzione dei fatti, dettaglia la Questura, ha permesso di “attribuire precise responsabilità a due dei quattro uomini che bivaccavano fuori dal casolare, utilizzato come riparo di fortuna”. La vittima li ha infatti “riconosciuti responsabili” degli abusi subiti. Uno è stato indicato dalla donna come autore delle violenze sessuali ai suoi danni, mentre l’altro è stato accusato di ripetute percosse e minacce. Violenze che avevano provocato alla vittima “un senso di soggezione e paura” che, fino a quel momento, le aveva impedito di tentare la fuga “per timore delle eventuali ripercussioni”. 

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