Rimini. Stop all’asporto ma solo in certe zone del centro

Musica spenta e stop all’asporto dalle 15 alle 18. È la ricetta per scongiurare gli assembramenti in orario aperitivo, ma non solo alla Vecchia pescheria. Le restrizioni contenute nella prossima ordinanza del Comune di Rimini, infatti, varranno «per tutte le aree in cui sono emerse criticità legate al rischio assembramenti, che definiremo nella mappatura insieme a questura e prefettura». A chiarirlo è l’assessore alla Sicurezza e alle Attività economiche, Jamil Sadegholvaad, che ha incontrato i gestori dei locali del centro storico insieme alla dirigente comunale Catia Caprili. E a far infuriare alcuni imprenditori è proprio la specificità del divieto. «Vietare l’asporto solo ad alcuni locali – rileva tra gli altri Fabrizio Nanni, titolare di Quelli dello Zibaldone, in piazzetta, – significa farci giocare una partita a regole impari. Dopo tre mesi di chiusura non è certo la soluzione che ci aspettavamo. Non è giusto».

Tavolini sotto accusa

Il concetto che in un momento di emergenza sanitaria sia prioritario tutelare la salute anche con norme che limitano la libertà dell’esercizio di impresa è condiviso da tutti. A domandare una regolamentazione comunale per disciplinare l’affluenza in pescheria, d’altronde, sono stati Andy e Steven Ormerod del Foyer. Da loro proviene infatti la proposta di vietare l’asporto e abbassare la musica così da far dileguare la folla che nel week end si accalca tra i banchi di pietra. Ma proprio quei banchi di pietra nati per il commercio del pesce sono ora al centro della questione. «Se la Sovrintendenza non ci dà il via libera per poterli “apparecchiare” – spiega Sadegholvaad – non possiamo emettere l’ordinanza, perché significherebbe impedire a tante attività di lavorare». Oltre ai banchi in pescheria verranno piazzati anche altri tavolini, «ma solo per i locali che nei mesi scorsi hanno chiesto i permessi», sottolinea l’assessore. Tra questi, anche gli Ormerod, che si dicono fortemente contrari «all’entrata in vigore dell’ordinanza se prima non è chiaro se possiamo mettere i tavoli all’esterno o apparecchiare i banchi di pietra». In quanto catalogati come monumenti, per poter utilizzare i banconi è indispensabile infatti il consenso della Soprintentendenza, «con cui abbiamo avviato un’interlocuzione», assicura Sadegholvaad, ricordando che il problema della fruizione delle cantinette «si pone per la primavera».

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