Rimini, sondaggio: basta dad, gli studenti cercano contatto umano

«La dad non è vera scuola». Questa l’opinione più diffusa tra gli studenti del liceo Giulio Cesare-Manara Valgimigli. Sulla pagina ufficiale social dell’istituto è stato condotto, dalla social media manager Aurora Erbetta, un sondaggio su quale modalità di insegnamento preferissero gli studenti: didattica a distanza, modalità mista (un po’ in presenza un po’ in dad) o presenza (eccetto chiaramente gli studenti positivi).

Sulla base dei dati forniti, 412 studenti si sono espressi: 151 studenti optano per la dad; 91 scelgono la modalità mista; ma la maggioranza è di 170 a favore della presenza. A detta della maggior parte degli intervistati, la modalità mista, a meno che non sia necessario stare a casa per uno studente risultato positivo, è la risposta meno adeguata alla situazione di emergenza, «o tutti o nessuno, è discriminatorio» commenta uno studente.

Modalità mista

Sempre riguardo la modalità mista, molti studenti comprendono e compatiscono i prof per quanto riguarda la fatica a gestire 2 diversi tipi di interrogazioni e verifica, aggiungono infatti anche che c’è una forte differenza di esperienza di apprendimento tra gli alunni a distanza e in presenza nella stessa classe. Il divario nel numero di votazioni tra chi preferisce dad e chi presenza è invece minore rispetto a quello tra chi preferisce la modalità mista rispetto alle altre due.

Didattica a distanza

A favore della dad commenta Andrea Piras, studente del liceo scienze umane, definendo la modalità come un male necessario: «Credo sia necessario prima che si finisca in ogni caso tutti a distanza; se i contagi non accennano a diminuire anche tra i giovani ci saranno numeri molto alti. Preferisco stare a casa in salute che mezza classe a distanza e l’altra in presenza, penalizzando enormemente quelli in dad, visto che per esperienza personale non vengono aiutati». Sottolinea poi che «sì finirà comunque in dad; meglio fare didattica a distanza per due settimane che un lockdown scolastico, per magari un mese o più». Si evince da questi commenti che il motivo per cui le persone preferiscono la dad è la paura di essere contagiati e non tanto la differenza di modalità, definita comunque più sconveniente rispetto all’ordinaria didattica in presenza.

Lezioni in presenza

Infatti le motivazioni pro presenza sono principalmente il contatto con amici e la maggiore facilità nel seguire le lezioni, cosa che la dad non permette; «in presenza si sta più concentrati», «lo stare con gli amici è un qualcosa che si prova solamente dentro le mura scolastiche, non su meet», «io preferisco stare in presenza, perchè è molto più semplice seguire le lezioni. Per me la la dad è solo una perdita di tempo» queste sono solo alcune delle motivazioni che i ragazzi hanno dato sul perché lo stare in presenza sia meglio. Coloro che hanno preferito la presenza hanno anche presentato punti a sfavore per la dad: «Bello non sentirsi parte di una classe, sentirsi fuori da ogni contesto, aver azzerato i rapporti umani, sfaldato le classi, e averci chiuso ancora di più in quel mondo fatto di individualismo» commenta una ragazza ironicamente.

Da citare è anche il fatto che secondo alcuni i professori, nei confronti degli studenti in dad e non, non stiano aiutando in questo clima di confusione: «E’ bello che i prof ti accusino perennemente di copiare, che quelli che insegnano educazione civica, siano i primi a fidarsi più di macchine che di persone, bello avere costantemente l’ansia di una perdita di connessione, perchè sono subito pronti ad accusarti di non seguire la lezione e di essere usciti di proposito», «Gli insegnanti non stanno facendo niente per cercare di cambiare qualcosa, non capiscono il disagio che stiamo provando, vanno avanti con il programma come se non stesse succedendo niente, non si accorgono che c’è gente che non riesce a stare al passo».

Questo è il pensiero degli studenti. Vogliono la didattica in presenza per il contatto con gli amici e con la scuola, ma hanno paura dei contagi. Inoltre esprimono di provare molta fatica a seguire le lezioni perchè, secondo loro, gli insegnanti non comprendono pienamente la loro situazione che si caratterizza nella difficoltà di stare al passo con il programma.

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