Rimini, sommerso dai debiti di gioco, inscena una rapina nella sua tabaccheria

Aveva estromesso la moglie dalla tabaccheria di cui lei era titolare, la picchiava e la denigrava, giocava segretamente d’azzardo con le slot machine, e aveva anche inscenato una rapina per coprire gli ammanchi di bilancio, diventati alla fine un cratere di 130mila euro.
Ieri mattina è stato giudicato dal tribunale di Rimini e condannato a tre anni per maltrattamenti, è stato interdetto per 5 anni dai pubblici uffici ed è stato condannato al pagamento di 20mila euro alla parte civile.
È stato invece assolto dall’accusa di circonvenzione di incapace, sorta per via dell’estromissione della moglie dalla tabaccheria.
Per la rapina inscenata, invece, sono stati trasmessi gli atti in procura che valuterà se aprire un procedimento anche per la simulazione di simulazione di reato.
Le vicende economiche legate alla tabaccheria erano nate a seguito dei sospetti dei familiari della tabaccaia, insospettiti dalla sua estromissione dall’attività e dai buchi di bilancio che erano emersi.
Le giocate sospette alle slot machine in orario notturno, quando la tabaccheria era chiusa, hanno aperto gli occhi sulle possibile ragioni degli ammanchi.

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