Rimini: smartworking, le nuove regole del Comune

RIMINI. Lo smartworking come risorsa e opportunità, oltre l’emergenza sanitaria. Migliorare la produttività consentendo la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro del personale è l’obiettivo alla base del regolamento per la disciplina del lavoro agile nel Comune approvato dalla giunta nell’ultima seduta.  

Il provvedimento rappresenta il primo passo per l’introduzione in maniera strutturata dello smartworking nel Comune, delineando la cornice normativa all’interno della quale riorganizzare il lavoro quando sarà terminata la fase di emergenza sanitaria. Fino a quel momento infatti continueranno ad applicarsi le norme contenute dei vari decreti legge che nel corso del 2021 si sono succeduti e che hanno imposto agli enti pubblici l’obbligo di far lavorare il personale in modalità agile per prevenire il contagio da Covid-19. Una fase transitoria che ha però consentito di testare e valutare nuove soluzioni organizzative da mettere a regime quando l’emergenza epidemiologica sarà alle spalle.  

Nel dettaglio, il regolamento indica le condizioni organizzative, funzionali e tecnologiche che devono sussistere affinché possa essere autorizzato il lavoro agile. Lo smartworking interesserà quelle attività che, per caratteristiche, possano garantire anche a distanza livelli di efficienza e produttività non inferiori a quelli che caratterizzano il lavoro in presenza. Il regolamento inoltre disciplina i contenuti dei progetti individuali di lavoro agile del dipendente, che avranno cadenza periodica rinnovabile e che saranno sottoposti a valutazione rispetto al raggiungimento degli obiettivi e gli impatti sull’azione amministrativa.  

Il lavoratore agile sarà soggetto a tutti gli obblighi dei lavoratori in presenza e dovrà rispondere a regole di comportamento specifiche riguardo la tutela dei dati e l’utilizzo delle strumentazioni tecnologiche date in dotazione. Il regolamento sancisce anche il “diritto alla sconnessione”: durante i periodi di riposo il dipendente può cioè disattivare i dispositivi tecnologici utilizzati per lo svolgimento della prestazione lavorativa. 

Il regolamento individua da ultimo i criteri di selezione dei dipendenti ai fini dell’autorizzazione allo svolgimento del lavoro a distanza, dando priorità alla ricorrenza di condizioni di difficoltà del lavoratore anche temporanee tali da rendere disagevole il raggiungimento del luogo di lavoro, oltre ad esigenze legate alla gestione familiare (esigenze di assistenza e di cura di figli minori, specie per le lavoratrici madri, di familiari invalidi.

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