RIMINI. Siglato questa mattina al palazzo del Governo il “Protocollo per la legalità e lo
sviluppo del settore ricettivo-alberghiero”. A sottoscriverlo, oltre alla Prefettura, la Provincia; i Comuni
rivieraschi, la Camera di Commercio; l’Ispettorato Territoriale del Lavoro; il Consiglio Notarile; gli Ordini dei Dottori Commercialisti, degli Ingegneri e degli Architetti; Confcommercio, Confesercenti; Organizzazioni
Sindacali e Azienda Usl.

Due i punti salienti

Riccione, Misano, Cattolica, Bellaria Igea Marina, come già sta facendo Rimini, si impegnano a riversare su una piattaforma Web centralizzata, tutte le informazioni ritenute indicatori vitali per accertare se un’attività può essere caduta in mano alla criminalità organizzata. Nel data base dovranno essere inseriti i dati relativi ad un campione del 10 per cento di tutte le attività ricettive a tre stelle con più di 40 stanze e quelli sulle strutture che hanno subito nell’arco degli ultimi tre anni diversi cambi di gestione. Ma anche quelle che hanno come proprietà imprenditori che hanno commesso particolari violazioni amministrative e penali, ritenuti dalle forze dell’ordine indicatori di potenziali collusioni con la criminalità organizzata.

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