Rimini. Sicurezza in stazione, i taxisti chiedono un presidio fisso

C’è solo un modo per rendere sicura la zona della stazione: un presidio fisso di polizia. Ne è convinto Stefano Cevoli, vice presidente della Cooperativa taxisti riminese, portavoce delle istanze pluriennali dei suoi colleghi sui problemi di chi frequenta la stazione e vi lavora.

A riportare alla luce le problematiche più volte denunciate l’omicidio di domenica scorsa di Galileo Landicho, il filippino 74enne accoltellato da un uomo ancora non identificato.

«Ci voleva l’omicidio per riportare l’attenzione sulla stazione – commenta Cevoli – ma noi denunciamo la pericolosità della zona da anni. Come taxisti siamo testimoni quotidiani di quanto accade: spacciatori che ti propongono ogni tipo di sostanza stupefacente a ogni ora del giorno e della notte, ubriachi che disturbano, litigi che sfociano in risse, lanci di bottiglie. Senza contare i senzatetto che bivaccano che, se non sono pericolosi, creano un problema di emergenza sociale».

Per questo Cevoli ricorda che come categoria hanno già chiesto interventi. «Ma sappiamo che il numero delle forze dell’ordine non permette un presidio fisso, unica cosa che permetterebbe di rendere la stazione sicura, il passaggio dei vigili o la presenza della camionetta dell’esercito non bastano». La prova del fatto che una presenza fissa garantirebbe la sicurezza, secondo Cevoli, è stata offerta «dall’ultima manifestazione dei no vax. Sono arrivati dei rinforzi da Bologna, la stazione era presidiata, quel pomeriggio non si è visto uno spacciatore, spariti tutti i delinquenti».

E, prosegue Cevoli, «non è pericoloso solo per noi che lavoriamo ma anche per chi la frequenta. Se si pensa che l’omicidio è avvenuto alle 19.30 di domenica sera in mezzo al via vai di arrivi e partenze si capisce quanto l’assenza delle forze dell’ordine crei un clima da far west. Siamo una località turistica non possiamo permetterci che la stazione sia un luogo non sicuro».

Ma non basta. «Una migliore illuminazione e più telecamere sarebbero sicuramente d’aiuto, ma non c’è miglior deterrente delle forze dell’ordine presenti 24 ore su 24», conclude Cevoli.

La sicurezza in zona stazione è già stata oggetto di un Comitato in Prefettura nel corso del quale è stato deciso di intensificare la frequenza dei “passaggi” delle forze dell’ordine e il potenziamento della videosorveglianza.

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