Rimini. Sicurezza in hotel, al via la stagione anti Covid

Estate in vista, parola d’ordine sicurezza. E l’importanza di seguire la regola delle 4 C: certificare, controllare, comunicare, creare.

Marco Bonini, esperto di sistemi turistici e di turismo romagnolo, “detta” le regole e precisa: «La fantasia in Romagna non manca di certo. Formatori e consulenti sono soprattutto provocatori che stimolano gli altri nel trovare una via per uscire dalle crisi».

Le 4 C

Ma cosa si può fare per innescare nuove scintille e curiosità? Bonini non ha dubbi: «Premere l’acceleratore sulle quattro leve del marketing post Covid, che sono definite le 4 “C”.

In primis “C” come certificare. Va chiarito subito ai potenziali clienti che l’hotel segue tutte le norme anti contagio. Per farlo ci sono due modi: il primo è autocertificarsi «con l’aiuto delle associazioni di categoria, mettendoci poi la faccia. Oppure affidarsi a un ente certificatore che però ha un costo elevato».

La seconda “C” significa controllare. Dalla stesura alla condivisione del protocollo si può assumere «un manager della salubrità che suona meglio di Covid manager». In breve un esperto che si occupa del rispetto delle regole della sanificazione e dei provvedimenti del protocollo. Ma non basta. Perché poi c’è la “C” di comunicare. «Tenendo presente – dice – che «si comunica per rassicurare e che occorre usare la tecnologia con web e social, trasmettendo immagini di serenità».

La sicurezza… in vista

Sul sito va messo bene in vista il protocollo. Su questo punto Bonini è categorico: «Queste precisazioni non vanno nascoste. A sbagliare sono spesso anche siti di celebri catene alberghiere che lo relegano nelle note, invece il banner va piazzato in prima pagina». E se le foto promozionali con mascherine addosso non sono il massimo, si possono usare scatti «precisando che risalgono a prima del virus. O scegliere dispositivi ironici e colorati».

Infine resta la C di creare, appoggiandosi a esperti che confezionino pacchetti a budget sostenibili. E Bonini spiega che «conoscendo le peculiarità di dipendenti, familiari e collaboratori si possono trovare altre idee». Ad esempio se uno dei camerieri è un esperto di pesca si può pensare di affidargli «una famiglia che cerca quest’esperienza». Altra soluzione da sviluppare al massimo, ribatte, sono i servizi nelle aree esterne o le situazioni a contatto con la natura. «E se parliamo di Rimini e provincia le occasioni tra cui scegliere sono tante».

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