Rimini. Sicurezza? Forza Italia nostalgica dei boss della malavita

“A Rimini non doveva mai succedere nulla di grave per non accendere i riflettori. E così fu per tanti anni. Purtroppo oggi il territorio dove prolifica il malaffare è in mano alla microcriminalità diffusa, non esiste il boss”. Sono le affermazioni del coordinatore comunale di Forza Italia, Umberto Casalboni, postate sui social a commento dell’ultimo fatto di sangue avvenuto in città nei giorni scorsi: l’accoltellamento di un settantenne in stazione. E l’assessore alla Legalità del Comune di Rimini Francesco Bragagni stigmatizza il “commento quantomeno singolare”, col quale, attacca, l’azzurro direbbe che “avere la mafia sul proprio territorio è una vera e propria garanzia. Una convenienza collettiva perché con la sua presenza, garantisce tranquillità, sicurezza, una pace sociale invidiabile”. Nel post Casalboni scrive: “Quando ero giovane ed esistevano i boss della malavita, molti di questi abitavano a Rimini. Ho avuto modo di conoscerne qualcuno per il mestiere che svolgevo. Ebbene, uno degli interessi del boss era la tranquillità”. Dunque, prosegue il commento, “oltre alla prostituzione non ci furono fatti di cronaca nera o delitti efferati. Purtroppo oggi il territorio dove prolifica il malaffare è in mano alla microcriminalità diffusa non esiste il boss. Non esiste una cabina di regia. Il territorio è vasto e le forze dell’ordine sono sotto organico”. Più in là aggiunge “per la nostra incolumità sono più pericolosi questi micro criminali rispetto ai boss degli anni ’80”. Infine incita prefetto e questore a mandare un segnale di sicurezza”.

 L’assessore, dunque, chiede “preventivamente venia” se fraintende, eppure il messaggio gli “pare chiaro”. Tuttavia spera comunque “in un fake o in uno sbaglio, lungi da me il desiderio di fare polemica di qualsiasi tipo. Ma certo- conclude- la cultura che questo commento sottende è molto pericolosa. C’è una mafia ‘buona’, c’è una criminalità organizzata ‘di comunità’ che non vuole casini o riflettori e dunque se ramificata può farci vivere a tutti come in un Eden. Una specie di polizia”. Un messaggio , prosegue Bragagni, “brutto, bruttissimo. Non posso e non voglio credere che nella lotta alle mafie maggioranza e opposizione di qualsiasi tipo non siano unite e compatte a nome e per conto di cittadini, economie, territori, il Paese intero. La mafia, la criminalità organizzata sono il peggiore di tutti i mali”. 

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