Rimini. Si nasconde nel bagagliaio per spiare la ex

Era arrivato a nascondersi nel bagagliaio dell’auto della moglie: pensava andasse dall’amante e invece la sorprese al supermercato con le buste della spesa.

Il pubblico ministero ha chiesto per l’uomo, un quarantasettenne di origine campana accusato di atti persecutori, la pena di tre anni e quattro mesi di reclusione.

L’imputato, difeso dall’avvocato Piero Venturi, adesso vive in Spagna con una nuova donna e ha seguito un percorso di recupero con un’associazione per superare i suoi problemi nella gestione della rabbia. Deve rendere conto, però, degli errori del passato e in particolare dello stalking ai danni della ex moglie. Una donna che se lo era ripreso già una a prima volta dopo avere subito vecchi maltrattamenti, per via dei figli. Ben presto lui ricominciò a essere prepotente e aggressivo, almeno secondo l’accusa.

Tra il 2013 e il 2015 stando ai racconti resi alla squadra mobile, la donna, che aveva deciso di allontanarsi definitivamente da lui, subì una serie di atti persecutori che minarono il suo equilibrio. Di fronte all’unica forma di difesa possibile, fargli presente che si sarebbe rivolta alle forze dell’ordine, il marito le rispose minaccioso: «Non mi manderai in galera, preferisco finire al cimitero, e non da solo».

La donna riferì di essere stata picchiata in più occasioni dall’ex marito, una volta anche nel sonno. Per un periodo, fino a quando intervenne la magistratura, l’uomo tempestò di chiamate e messaggi perfino l’avvocata della donna, sperando che la legale potesse intercedere per lui per consentirgli di vedere uno dei figli anche al di fuori degli incontri protetti. La sentenza è attesa per il prossimo 23 marzo.

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