Rimini, sfratti sospesi fino a settembre nelle residenze comunali

Un’estate senza sfratti a Rimini. Lo ha deciso l’amministrazione comunale, come spiega l’assessore alla protezione sociale del Comune di Rimini Kristian Gianfreda:. “Come Assessorato alla Protezione Civile del Comune di Rimini, in accordo con Acer (Azienda Casa Emilia-Romagna), abbiamo convenuto di sospendere fino al mese di settembre gli sfratti nelle residenze comunali, data l’estate ormai alle porte. Il mercato immobiliare, durante la stagione balneare, a seguito dell’arrivo dei turisti e delle maggiori richieste d’affitto, offre meno disponibilità di alloggi e si trova in una condizione più ingessata, dunque, ci è sembrato doveroso posticipare più avanti gli eventuali sfratti. Fanno eccezione soltanto i casi di accertato abbandono.  
Una scelta che abbiamo condiviso per non aggravare la situazione degli immobili e per non ostacolare coloro che dalle case popolari devono trasferirsi in una nuova abitazione, rimandando il passaggio a dei mesi più favorevoli per la ricerca della casa. La nostra amministrazione da sempre pone un occhio di riguardo verso il tema del disagio abitativo, attraverso la messa in campo di molteplici misure che intrecciano le risposte sociali con quelle lavorative.  
Ricordo ad esempio i contributi economici a favore della morosità incolpevole, ovvero per i cittadini e le famiglie che non possono permettersi di sostenere il canone, o i recenti investimenti per l’Albergo sociale, una formula innovativa per dare dei posti letto alle persone a rischio emarginazione sociale, introducendole, grazie all’affiancamento di un’equipe di professionisti e assistenti, in un percorso di crescita e di graduale recupero della propria autonomia.
Questo solo per dire che la questione casa è un capitolo centrale delle politiche realizzate dal Comune di Rimini, in quanto base primaria e imprescindibile perché un soggetto abbia una vita indipendente e dignitosa.  
La precarizzazione generale del mondo del lavoro, aggravata ancora di più dai lasciti causati dall’emergere della pandemia, richiede da parte di chi amministra un’accesa attenzione verso le cittadine e i cittadini più svantaggiati sotto il profilo sociale ed economico, a partire da una predisposizione di soluzioni in grado di attivare un modello di welfare proattivo, non soltanto agganciato all’idea assistenzialistica.  
Come sappiamo, la permanenza nelle case popolari dev’essere temporanea, passeggera, e proprio per questo attorno alle famiglie e agli individui va costruito un percorso di fuoriuscita dall’emergenza che va oltre la legge dei grandi numeri e necessita di una proficua collaborazione tra le istituzioni. Un aspetto fondamentale resta anche garantire un turn over degli inquilini negli alloggi comunali privilegiando una gestione efficiente.”.

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