Rimini, sette sanzioni per prostituzione

RIMINI. Sono state 7 le sanzioni amministrative, relative alla prostituzione, che hanno fatto gli agenti della Polizia Locale di Rimini,  nel servizio notturno fra martedì 21 e mercoledì 22. I sei agenti in abiti civili, a bordo di macchine prive di contrassegni istituzionali, hanno operato nella zona di Rimini Sud, soprattutto all’altezza del Parco Murri. Un’azione di repressione, svolta in continuità all’attività di prevenzione e contrasto di un crimine quale lo sfruttamento della prostituzione e la tratta di persone, che dall’inizio dell’anno ha fatto rilevare oltre 110 violazioni ed altrettante sanzioni, finalizzata ad arginare i fenomeni di degrado urbano ad esso collegati.

Il Comune ricorda che a violazione, a norma dell’ordinanza sindacale in vigore, si concretizza con un insieme di comportamenti come lo stazionamento, o l’appostamento della persona, o l’adescamento di clienti e l’intrattenersi con essi, o con qualsiasi altro atteggiamento o modalità comportamentali, compreso l’abbigliamento, che possano ingenerare la convinzione che si stia esercitando la prostituzione.Oltre alla richiesta di informazioni a soggetti che pongano in essere i comportamenti equivoci o concordare con gli stessi l’acquisizione di prestazioni sessuali a pagamento, l’ordinanza prevede che possano essere sanzionati anche a norma del Codice stradale quei conducenti che saranno sorpresi alla guida di veicoli a eseguire manovre pericolose o di intralcio alla circolazione stradale. In questi casi la sanzione amministrativa di 41 euro prevista sarà elevata a 54,67 se accertata in orario notturno (dalle ore 22 alle 7 di mattina). Fino a 500 euro, invece, la sanzione amministrativa pecuniaria per la violazione dei dispositivi dell’ordinanza (400 euro se pagati entro 60 giorni).

Commenti

  1. Affermo che, anche con le nuove disposizioni legislative, le Ordinanze Sindacali ed i Regolamenti di Polizia Urbana devono essere conformi ai principi generali dell’Ordinamento, secondo i quali la prostituzione su strada non può essere vietata in maniera vasta ed indeterminata. Di conseguenza, i relativi verbali di contravvenzione possono essere impugnati in un ricorso. In più per le medesime ragioni, i primi provvedimenti suddetti non possono essere emessi per problematiche permanenti ed i secondi non possono riguardare materie di sicurezza e/o ordine pubblico.
    P.S. I relativi soggetti possono essere sanzionati per evasione fiscale, anche per le tasse locali (art. 36 comma 34bis Legge 248/2006, come chiarificato dalla Corte Costituzionale con la Sentenza n. 141/2019).
    Inoltre, un divieto limitato ad una categoria sociale, violerebbe i principi costituzionali della non discriminazione personale e delle dirette libertà individuali (art. 3 e 13 della Costituzione Italiana).

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