Rimini, “sei mia moglie e ti vesti come dico io”: nei guai per stalking

Scatta il divieto di avvicinamento nei confronti di un cittadino tunisino di ventisei anni, accusato di maltrattamenti nei confronti della giovane moglie italiana. La coppia, dopo le nozze celebrate in Tunisia, è tornata in Italia, ma quando è cominciata la convivenza del ragazzo premuroso e amorevole di prima è rimasto ben poco. Il ventiseienne, che risiede in una località della provincia di Rimini, è diventato minaccioso, aggressivo e violento. Tornava spesso a casa ubriaco e se non trovava il pasto pronto per lei erano botte. Ma soprattutto pretendeva che la giovane donna, nata e cresciuta in Romagna, si adeguasse ad altri usi e differenti stili di vita. Secondo la denuncia della parte offesa ai carabinieri il marito le imponeva severe limitazioni alla libertà personale, non le consentive di uscire da sola con le amiche, e neppure di vestirsi come desiderava. Quando lei, stufa delle vessazioni fisiche e psicologiche, ha cercato riparo dai propri familiari, sono cominciate anche le offese e le minacce. In una occasione lui le ha lanciato in faccia la fede nuziale e quando lei si è barricata in casa, ha cercato di sfondare la porta a calci e poi sfogato la propria rabbia contro il cognato, intervenuto in difesa della sorella. Su richiesta del pm Luca Bertuzzi, il giudice Benedetta Vitolo ha disposto il divieto di avvicinamento: il tunisino rischierà l’arresto se si avvicinerà a meno di duecento metri dalla ragazza.

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