Rimini. Sei anni all’ex commercialista Corabi: è già in carcere

La giustizia presenta il conto all’ex commercialista riminese Giampaolo Corabi considerato tra la fine degli anni ’90 e il primo decennio del 2000 uno dei massimi esperti internazionali in tema di aspetti fiscali legati al commercio elettronico. Dopo 14 anni dalla sua prima condanna patteggiata a Prato, infatti, il Tribunale di Milano davanti a cui è stato chiamato a difendersi per i reati fallimentari di due società, ha ricalcolato il computo totale delle condanne ricevute e lo ha rispedito in cella. Sulla carta dovrà restarci per sei anni 4 mesi e 4 giorni.

I carabinieri della Compagnia di Rimini sono andati a prenderlo nella sua abitazione in città sabato scorso e alla presenza dei suoi legali, gli avvocati Fiorenzo e Alberto Alessi, notificato il provvedimento della magistratura meneghina, lo hanno tradotto in carcere. Dietro le sbarre sarebbe dovuto già essere se non avesse potuto godere del particolare regime concesso dalla legge a chi segue un programma terapeutico per combattere patologie croniche e che fa salire da 4 a sei anni il limite massimo per scontare la condanna definitiva in un luogo alternativo alla prigione.

Il collegio difensivo ha ovviamente annunciato che presenterà ricorso affinché, proprio per il suo cagionevole stato di salute, possa scontare la condanna agli arresti domiciliari e proseguire il percorso terapeutico.

Chi è Giampaolo Corabi

Figlio dell’ex direttore dell’ufficio imposte dirette di Rimini, Corabi si è laureato in economia e commercio nell’81 e subito ha conseguito l’abilitazione alla professione di commercialista. Specializzato nell’imposizione fiscale del commercio elettronico, è stato sindaco revisore di enti pubblici e di importanti aziende in Italia, nonché di gruppi multinazionali. Dal ’93, ha operato nel campo della pianificazione fiscale internazionale attraverso Adiuncta, società da lui diretta dal ’96. Nel ’99 ha costituito il Centro Europeo di Studi Tributari e sull’E-Commerce (Cestec), non-profit, riconosciuto a livello internazionale per meriti accademici e di ricerca. Le sue grandi conoscenze gli sono valse la docenza di Diritto tributario internazionale all’università di Buenos Aires, la collaborazione con l’università cattolica di Budapest; partecipò anche al gruppo di esperti impegnato nella stesura del nuovo White Paper sulla fiscalità dell’E-Commerce.

Tantissimi anche i riconoscimenti ricevuti: tra i più importanti spiccano i premi della Rhode Island negli States. Ha anche fondato la rivista Fiscalia. Con i propri collaboratori amava ripete questo mantra: «Applico la mia intelligenza per utilizzare i patti bilaterali fra i Paesi: usando le normative vigenti riesco a far sparire i soldi per il fisco in modo legittimo».

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui