Rimini. Schiaffi e calci perchè troppo bella: Vignali risarcita

Prese un ceffone e un calcio sul ginocchio in discoteca da una ragazza mai vista prima che se l’era presa con lei senza una ragione, a parte il fatto di essere troppo bella e di non dare confidenza agli sconosciuti. «Ma chi ti credi di essere, te la tiri? – le aveva detto una tipa, importunandola al bancone, prima che un’altra “fan” tradita passasse alle mani – Cosa sei mestruata? Non vali niente modella del c…».
A distanza di più di sette anni dai fatti, che si svolsero al Cocoricò, la giocatrice di basket, personaggio tv e influencer riminese Valentina Vignali si è vista riconoscere in Tribunale un risarcimento di tremila euro.
Grazie alla sua ostinazione e a quella dell’avvocato Valentina Baroni, infatti, il giudice di secondo grado, riformando il verdetto assolutorio di primo grado del giudice di pace, ha riconosciuto la responsabilità dell’imputata, una riccionese di 26 anni, in via incidentale (l’accusa era lesioni volontarie) salvando gli effetti civili della sentenza (c’era stato solo il ricorso della parte civile, non del pm). Vignali aveva lasciato il locale dove svolgeva l’attività di ragazza immagine e si era fatta refertare (prognosi di dieci giorni al pronto soccorso per il gonfiore al ginocchio).
A pagare caro per la vicenda, però, rischiano di essere i testimoni che hanno deposto in favore della presunta assalitrice: il giudice Alessandro Capodimonte ha trasmesso gli atti in procura, rischiano l’incriminazione per falsa testimonianza. In aula (pm onorario Simona Bagnaresi) hanno raccontato che la notte dell’episodio, tra il 24 e il 25 marzo 2012, la loro amica (difesa dall’avvocato Morena Ripa) non poteva avere colpito Valentina Vignali perché aveva trascorso con loro l’intera serata altrove, per una festa in pizzeria. Una tesi che aveva retto dal giudice di pace, ma che è invece caduta in appello di fronte all’evidenza di alcune foto scattate dai responsabili della discoteca in quella stessa serata (a fare fede è la data preimpostata dalla macchina fotografica digitale, rimasta impressa negli scatti). La modella riminese, infatti, si era improvvisata detective e attraverso le immagine postate sui social, i “tag” e le amicizie in comune era risalita al profilo della schiaffeggiatrice e alla sua identità. «È questa qui: la riconosco». Una certezza della quale il giudice di pace, forse poco avvezzo al mondo dei social e alle immagini degli eventi, non si era convinto del tutto.
La soddisfazione della influencer, fresca della parentesi all’interno della casa del Grande Fratello 16, non è durata a lungo. A poche ore dalla “vittoria” nel processo, si è abbattuta su di lei una valanga di critiche per la pubblicazione su Instagram di una sua foto mentre fa il bagno in vasca (foto in alto), coperta soltanto dalla schiuma. Nessun cattivo gusto, ma gli odiatori l’hanno presa di mira rimproverandola di aver ritoccato l’immagine per nascondere i chili di troppo messi su durante il “reality”.

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