Rimini, scappa col figlio e chiama la moglie minacciando il suicidio

RIMINI. Per convincere la moglie a tornare insieme prende il figlio da scuola e minaccia di uccidersi con il bambino di dieci anni. La fuga dell’uomo è finita a Rimini: sono stati i poliziotti a rintracciare l’auto su cui i due viaggiavano. Non aveva detto a nessuno dove era diretto, è stato localizzato grazie al cellulare e poi individuato dalla Volante. “Non gli avrei mai fatto del male” ha detto il conducente agli agenti, impegnati a rincuorare il piccolo in lacrime.

A dare l’allarme, mercoledì, era stata la madre, una donna che vive in una regione vicina (vengono omessi i dettagli che possano rendere anche indirettamente identificabile il minore coinvolto nella vicenda). All’uscita di scuola il figlio non c’era, il padre se lo era portato via con una scusa. «Trovatelo: è capace di fare qualsiasi cosa». Non lo ha detto tanto per dire. La sera prima lei se lo era ritrovato sotto casa, disperato – a suo dire – per la separazione. Visto che non riusciva a convincerla con le buone a riprenderselo in casa, l’ha aggredita: le ha dato un pugno in faccia e poi l’ha costretta a salire in macchina con lui dietro la minaccia di una pistola.

Un’arma giocattolo, come lui stesso le ha dimostrato, spaccandola in mille pezzi, ma solo dopo aver costretto la donna, terrorizzata, ad ascoltarlo con la forza. Figurarsi all’indomani quando lui, al telefono, le ha detto che si sarebbe ammazzato assieme al bambino se non fossero tornati insieme.
Un folle ultimatum che ha messo in moto la polizia: gli agenti delle Volanti hanno intercettato l’auto dove viaggiavano padre e figlio e liberato il bambino, subito riaffidato alla madre. L’uomo è stato denunciato.

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