Rimini, alla sbarra la lucciola da 5 milioni di euro

La escort di lusso, di nazionalità ungherese ma trapiantata a Riccione, guadagnava anche diecimila euro a settimana, ma non pagava le tasse. Tra il 2010 e il 2014, secondo gli accertamenti della guardia di finanza, ha guadagnato qualcosa come cinque milioni di euro, guardandosi bene da dichiararli. Una volta “scoperta”, però, ha cercato più volte di poter aprire la partita Iva. Possibilità negata perchè in Italia chi esercita la più antica professione del mondo, può essere perseguito come evasione fiscale anche se per il Fisco non può essere un contribuente regolare. Una storia “pruriginosa” che da martedì prossimo sarà ripercorsa del tribunale di Rimini, dove la donna che da tempo ha lasciato l’Italia, assistita dall’avvocato Stefano Caroli, dovrà difendersi per quel “gruzzolo” di cui non si è mai trovato traccia. Soldi che sarebbero arrivati a San Marino prima, poi a Montecarlo e quindi a Dubai grazie al prezioso contributo di un bancario, amico della escort, la cui posizione però è stata archiviata dallo stesso Pm che ha coordinato l’inchiesta: il sostituto Paolo Gengarelli.

I particolari sul Corriere Romagna in edicola

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui