Rimini, sarà un 15 agosto ecologico con il flashmob: #BastaPlasticaInMare

Un Ferragosto speciale anche di impegno civile e ambientalista, quello che si celebra nel 2021 in riva al mare sulla Riviera Romagnola a partire da Rimini: domenica 15 agosto i bagnanti saranno invitati sul bagnasciuga con un oggetto di plastica in mano (paletta, secchiello, pinna, salvagente) da sventolare in aria alle 12 in punto al grido: “basta plastica in mare”.

Da domenica 8 agosto, la storica Publiphono, il famoso altoparlante nato per ritrovare i bambini che si perdono e diffuso lungo tutta la Riviera, manda in onda un singolare spot: dalla voce di un giovane ambientalista parte l’accorata richiesta affinché tutti gli ospiti frequentatori delle spiagge, allo scoccare del Mezzogiorno di domenica 15 agosto partecipino al FlashMob #BastaPlasticainMare. Un grido di dolore per l’Adriatico, anche sprone all’innovazione e all’impegno concreto dei territori e delle persone che hanno nel mare la loro principale risorsa.

L’evento/testimonianza è organizzato dall’associazione Basta Plastica in Mare, un network nato a Rimini per promuovere ricerca e innovazione, ridurre l’uso della plastica e prevenirne la dispersione: un flagello da interrompere subito che avvelena terra e mare e tutte le specie, animali, umane e vegetali.

Afferma Manuela Fabbri, Presidente Basta Plastica in Mare APS: “Abbiamo pensato occorresse una testimonianza corale di Ferragosto per dargli voce, fatta da tutti coloro i quali godono del suo habitat durante i momenti di svago: ‘nella natura del mare’ appunto, così come noi vorremmo che fosse. In epoca di pandemia più che mai, poiché ‘non si può vivere sani in un corpo malato’, come spesso ci ricordava l’allora portavoce dell’Agenda 2030 Enrico Giovannini. Il mare è un bene comune di enorme importanza nell’ecosistema che ha bisogno di essere difeso e protetto, per il quale ognuno è chiamato a fare la propria parte.Sebbene i decisori e noi tutti siamo oramai bombardati e fin troppo consapevoli del disastro ecologico che la plastica sta creando in ogni parte del mondo, specialmente nei paesi più poveri, ci limitiamo a disperarcene. Volutamente gettata e trasportata nei mari e negli oceani, la microplastica diventa plancton e alimenta la fauna marina, evapora nella neve e nella pioggia, è nelle feci delle tartarughe ma ciò che è peggio nella placenta umana. C’è da chiedersi chi agisca davvero per porvi un concreto rimedio. Che non sia più possibile tentare di raccoglierla, né che la soluzione possa essere riciclarla lo affermano all’unisono tecnici ed esperti tra i più accreditati. Occorre immediatamente un’inversione di tendenza per modello di produzione e consumo, riducendone drasticamente l’uso. Su questo e molto altro si confronteranno i professori di tre università insieme ai migliori esperti di tutta Italia nel Summer Camp di fine agosto La Natura del Mare- (programma in allegato), ha proseguito la Presidente dell’associazione Basta Plastica in Mare – Greenpeace che di recente da Ancona a Bariha monitorato l’Adriatico, un mare chiuso, poco più di un grande lago, in un prossimo report presenterà i dati allarmanti, soprattutto per la grande quantità di calze/reti disperse dai numerosi e intensivi allevamenti di mitili. Noi intendiamo dare al mare quella voce che fin qui nessuno ha voluto ascoltare davvero. Il mare esige regole e rispetto e per farlo occorre promuovere aree protette in mare, così come avviene sulla terra per i parchi naturali.”

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