Rimini, Santangelo apre l’autunno del Mondo Antico

Circa 320 km di muraglia. Da Pesaro a Marina di Massa. Tra la primavera del 1944 e l’estate del 1945 teatro di cruente battaglie. Costruita dall’esercito tedesco per sbarrare l’avanzata dal sud degli eserciti alleati, oggi la Linea Gotica è un cammino che custodisce la storia, importante testimonianza del passato. Di questo sistema difensivo e del valore strategico militare di Rimini parlerà questo pomeriggio l’archeologo ed esperto di storia militare Andrea Santangelo in occasione dello Speciale Autunno del Festival del Mondo Antico.

Al museo della Città, alle ore 17.30, insieme allo storico Giovanni Brizzi, che presenterà il suo libro “Andare per le strade militari romane”, Santangelo “sfoglierà” il suo saggio “Andare per la Linea Gotica”, catapultando il pubblico tra gli eventi della grande battaglia per Rimini e i combattimenti che coinvolsero Ravenna, Ferrara, Bologna.

«La storiografia sulla linea gotica, dopo la morte dello storico Amedeo Montemaggi, è stata veramente scarsa – sottolinea l’archeologo – invece questa opera fortificata fu una delle operazioni militari più importanti della seconda guerra mondiale. Le fu tolta la notorietà dallo sbarco in Normandia e con il tempo la linea gotica è stata progressivamente dimenticata. Questo è un grave problema, soprattutto se pensiamo ai giovani. Un sondaggio sulla scuola italiana ha rivelato che l’80% degli studenti non conosce l’esistenza di questa fortificazione».

Lungo la muraglia Rimini, la città più bombardata di Italia. Più di 400 bombe, senza contare quelle navali, distrussero il centro, i suoi palazzi e monumenti. L’89% del suo elevato venne raso al suolo. Palazzo Lettimi è lì a ricordarlo. Tutti si spostarono in campagna. Alcuni furono più fortunati, altri meno.

Come fare per recuperare e non dimenticare questo tassello di storia?

«I ragazzi dovrebbero ascoltare i racconti dei nonni. Purtroppo il cinema si è occupato pochissimo di questi avvenimenti, si può solo citare il film “Miracolo a Sant’Anna” di Spike Lee. Neanche i videogame parlano della linea gotica. Eppure fu teatro di tragiche battaglie».

Perché Rimini fu un territorio strategico?

«Gli alleati stavano risalendo. La pianura padana sarebbe stata il luogo ideale per i carrarmati e avrebbe potuto aprire la strada al nord. Per questo le battaglie furono terribili e i loro segni sono ancora leggibili sul terreno. Rimini fin dal III secolo a.C. fu una “porta”, segnava la fine o l’inizio della pianura e quindi un confine da difendere o un limite da superare per le conquiste».

Cosa auspica per la valorizzazione della linea gotica?

«Che si recuperino i pezzi di questo passato. Che si faccia più attenzione ai meravigliosi territori appenninici che riguardano ben tre regioni: Marche, Emilia-Romagna e Toscana. Senza dimenticare che il percorso non ha qualità solo storiche, ma anche naturalistiche ed enogastronomiche. Molti riminesi non conoscono i territori limitrofi come potrebbero. L’intera linea gotica è percorribile ed esistono possibilità culturali e turistiche, ma manca un coordinamento. Non si è ancora fatto sistema. Sarebbe bello che ci fosse un collegamento interregionale. Sarebbe inoltre importante per Rimini che ci fosse un museo della città bombardata. Sono molte le testimonianze rimaste: si pensi solo alle collezioni fotografiche custodite alla Biblioteca Gambalunga».

L’incontro al Museo della Città è gratuito.

Per info e prenotazioni: www.antico.comune.rimini.it; 0541.793851

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