Risparmiare al supermercato? Ecco come si fa

«La stangata sulla spesa? Ecco i trucchi per abbattere i costi senza rinunciare alla qualità». Andare al supermercato è tutt’altra cosa, quando ti accompagna Frida Vasini, nota titolare di un home restaurant ed attualmente in lizza per partecipare alla trasmissione tv “Dinner club” con Carlo Cracco. Un diario di viaggio culinario che vede il celebre chef andare in lungo e in largo per il Belpaese con stelle dello spettacolo al seguito.

Gli aumenti

Il portafoglio sempre più vuoto fa pendant con un carrello sempre più caro. Questo il binomio claustrofobico con cui devono fare i conti le famiglie a causa dell’effetto domino di bollette alle stelle inasprite dal carico da dieci della guerra in Ucraina. Perciò abbiamo seguito Frida passare da una corsia all’altra: manico del carrello in una mano, lista nell’altra, equivale a camminare su un percorso lastricato dalle buone abitudine di economia domestica, troppo spesso dimenticate. Così l’azdora, tra un commento e una dritta, fa la stima dei balzi in avanti dei prezzi, fermo restando che nel supermercato Conad di sua fiducia dove siamo andati esiste «un paniere base di beni primari calmierati, dal caffè ai biscotti, passando per l’olio», che è sempre in cima a qualunque elenco. Zigzagando con il carrello fra gli scaffali, la prima sosta obbligata è quella davanti al banco della macelleria. Dati alla mano, nella fiammata dei rincari paradossalmente a volare è il pollo, allarga le braccia Frida, «con un bel 40%, a causa della crescita degli incrementi di energia e mangimi e gasolio, seguito dalla carne rossa che viaggia sul 10%». Cifre che mandano in affanno le famiglie sull’orlo della resa per gli aggravi. Quanto all’olio di semi, specie di marca, nota che ormai «è diventato un prodotto di nicchia. Non solo quello di girasole che viene ormai con il contagocce dall’Ucraina, primo produttore al mondo, ma anche l’insospettabile latta di olio di mais che è quasi più caro del Chianti, inanellando 40 centesimi in più rispetto a gennaio». A seguire nella graduatoria degli aumenti «sono la farina con tutto il corollario dei suoi derivati. Basti pensare alla pasta – sottolinea – con un rincaro a doppia cifra intorno al 10% e il pane che in generale transita sugli stessi binari». La black list sugli scaffali vede in quota anche «frutta e verdura, qui per fortuna in rialzo solo dal 5 al 7%, ma che altrove impongono un retrogusto ancora più salato», osserva Frida. Compreso nella top ten anche il burro «che in certi negozi – fa presente – sfiora punte del 17%». Intanto la categoria bevande e gelati «per colpa anche degli imballaggi derivati dal petrolio ha subito qualche ritocco al cartellino, seppur lieve».

I trucchi per evitare salassi

Al netto di numeri che non perdonano, qualche gioco di equilibrismo per rimpinguare il carrello o almeno fermare l’emorragia del conto in banca è possibile. Dai trucchi spicci alle manovre elaborate il passo è breve con un pizzico di allenamento. Parola di Frida che fa cadere nel carrello un gambo di sedano, mentre sceglie il pane. «L’accorgimento base è andare al supermercato muniti di una lista accurata, stilata con pazienza ed attenzione», rimarca nel frattempo. Tradotto. Il classico consiglio della nonna può fare la differenza. Meglio annotare subito la bevanda che sta per finire o lo shampoo agli sgoccioli, in tempo reale, mentre si è a casa. Così infatti al momento di recarsi a far spese, l’elenco sarà quasi alle battute finali e per chiuderlo sarà sufficiente dare un’ultima occhiata a frigo e dispensa, «passando in rassegna le scadenze di quello che si ha già», spiega Frida.

Fiducia e chilometro zero

Abbozzando un sorriso invita poi a «non varcare la soglia del market a pancia vuota, per evitare improvvisi colpi di testa, cibo spazzatura e spese inutili. Con un duplice danno per salute e scontrino». E aggiunge: «L’ideale sarebbe poter contare su un supermercato di fiducia, vicino a casa o al lavoro, ma comprare anche a chilometro zero da contadini o allevatori di propria conoscenza». Differenziare insomma sempre e comunque il raggio d’azione, come si fa con qualunque capitale in tasca. Un’altra astuzia a portata di mano?

Frida non ha dubbi: «Non limitarsi ad un’unica spesa alla settimana. È vero che il tempo è tiranno, – riconosce – e che la stanchezza imposta dai ritmi frenetici di lavoro talvolta ha la meglio, ma si può creare una rete di parenti o amici che vivono in zone diverse della città, alternandosi con loro nell’incombenza e dandosi una mano per dimezzare i tempi, scongiurare sprechi e potenziare il risparmio». Del resto nelle grandi città non mancano raid al supermercato dove a darsi una mano sono i condomini di uno stesso palazzo. Intanto alla luce del momento storico dai contorni incerti, l’esperta acquirente suggerisce di non abbondare in detersivi, scegliendone uno basico passepartout, «puntando piuttosto su prodotti naturali come bicarbonato, limone e aceto».

Calma e sangue freddo

Più in generale nota che sarebbe saggio non ridursi a quelle spese improvvisate in fretta e furia, che a volte fanno uscire dal negozio, carichi come muli, sì, ma senza l’unico prodotto che si doveva comprare sul serio. Preferibile darsi il tempo di guardarsi intorno, ma anche in alto e in basso, senza limitarsi a protendere la mano ad altezza dello sguardo, perché così, sottolinea, si risparmia, eccome.

Non si butta niente

Può rivelarsi utile inoltre, aggiunge, pianificare il menù settimanale, «usando lo stesso ingrediente declinato in modo diverso». Al riguardo Frida fornisce qualche spunto: «Se preparo un primo di pesce, prima faccio il brodo con l’orata che poi utilizzerò per fare il sugo». Non si butta via niente, quindi. «La stessa cosa vale per i risotti, – precisa – per esempio quello di carciofi. Si possono utilizzare le foglie più esterne, per preparare il brodo con cui poi insaporire il risotto». Ma non solo. Con certi scarti si possono realizzare anche decotti o tisane. Più in generale visto l’aumento degli imballaggi virato sul 25%, che incidono sul costo finale, «sarebbe bene prediligere prodotti sfusi, questo anche come regola generale per il rispetto dell’ambiente», commenta. E detto da lei che va in giro per la città, commissioni comprese, in sella alla celebre bici decorata con fiori colorati, vale anche doppio.

Conoscere territorio e diversificare

Una buona abitudine resta conoscere, incalza, «la politica di risparmio varata dai supermercati della propria zona e dintorni», spulciando volantini o effettuando ricerche online. Fermo restando che «la marca con la sigla “Conad” o comunque della catena del market mantiene storicamente prezzi bassi, senza tuttavia rinunciare alla qualità, siglando un compromesso ideale». Per coniugare gusto e benessere Frida invita infine a preferire, se possibile, «prodotti di stagione e dalle caratteristiche di pregio come la farina macinata a pietra, magari comprata in sacchi più grandi, giusto per ammortizzare una spesa che resta comunque conveniente».

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