Rimini. “Ripetitori, 30 esposti all’anno ma Rimini è sicura”

«L’elettrosmog? Rimini è una delle città più sicure di Italia». A sostenerlo è il 66enne Paolo Bevitori, originario di Novafeltria e tecnico ambientale presso l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente Emilia Romagna, andrà in pensione entro il 2022 dopo 32 anni di carriera. Laureato in Agraria, ha 11 libri all’attivo, oltre a collaborazioni con riviste e giornali, nonché partecipazioni e trasmissioni tv, come “TG2 salute”, e una cinquantina tra corsi e convegni, svolti in sinergia con le università del territorio.

Come nasce il suo interesse per l’elettrosmog?

«Sono stato assunto nel 1990 dal settore fisico ambientale dell’Ausl, un ambito denominato Arpa a partire dal 1996. A conquistarmi è stata una materia all’epoca sconosciuta in Italia ma già sotto la lente degli americani. Il giro di boa venne fornito dal nuovo elettrodotto Forlì-Fano, un’opera ad altissima tensione che dal 1992 trasportava energia elettrica su grandi distanze, passando anche nella provincia di Rimini e in molti casi vicino alle abitazioni. Ne scaturì una contestazione da parte dei cittadini: ipotizzavano che l’esposizione continuativa potesse aumentare il numero delle leucemie infantili. Per un anno fummo incaricati del monitoraggio su un campione di case, verificando gli effetti sia del campo magnetico dovuto alla corrente che di quello elettrico dovuto alla tensione. Ne derivò un processo».

Cosa sappiamo adesso della correlazione tra certe malattie ed elettrosmog?

«Ancora poco, mancano prove definitive. Negli anni è calata tanto l’attenzione sulla questione quanto gli studi che agli albori erano invece migliaia, soprattutto negli States e nei Paesi scandinavi».

Le antenne della telefonia mobile costituiscono un pericolo?

«Per quanto riguarda le sorgenti esterne, ovvero le antenne, bisogna sapere che la loro installazione è preceduta dalla valutazione di Arpa attraverso un modello di calcolo, facendo riferimento ai limiti di legge. I cittadini che continuassero a nutrire dubbi possono comunque presentare una richiesta al Comune che la inoltrerà a noi, pronti a recarci sul posto a titolo gratuito per le misurazioni del caso e una relazione. Rispondiamo a circa 20-30 esposti all’anno. Ma non è tutto: esiste anche una rete regionale di centraline che misura i campi per almeno un mese all’anno, per studiare come mutano nel tempo, specie vicino ai luoghi sensibili, come le scuole. Alcuni comuni come Santarcangelo, Montescudo e Cattolica hanno peraltro comprato centraline affidandole ad Arpa per la gestione. Rimini è forse la città più monitorata d’Italia, e da sempre».

In quanti casi si è verificato un superamento dei limiti?

«Finora non è mai successo, al massimo abbiamo riscontrato un avvicinamento al limite, poi negato da strumenti ancora più sofisticati».

Quali sono gli accorgimenti da mettere in campo in casa?

«Proprio come vi si annidano gli acari, ogni abitazione è strapiena di apparecchi, dal phon agli elettrodomestici. Tutti, nessuno escluso, emettono campi magnetici molto importanti ma se li usiamo per poco tempo e a una certa distanza non comportano pericolo. Un consiglio? La lavatrice non va mai piazzata contro il muro che confina con un letto. Ho messo tutto nero su bianco nel testo “Inquinamento elettromagnetico”, scritto a quattro mani con Daniele Andreuccetti».

Siamo più sicuri in casa o fuori?

«In generale fuori».

Capitolo cellulari: suggerimenti?

«Rispetto agli albori i telefonini emettono un 30% in meno di emissioni. Mancano prove che gli stress termici a cui ci sottopongono siano responsabili di patologie, ma la prudenza è d’obbligo: vanno limitati i tempi, usando sempre l’auricolare o il vivavoce e ricordando che gli organi genitali maschili faticano a smaltire il calore. Tradotto: il telefonino non va tenuto in tasca».

Oggi c’è chi esprime dubbi sul 5G. Lei che cosa ne pensa?

«Il 5G è una nuova tecnologia della telefonia cellulare che traghetterà a nuovi servizi tecnologici ma comporterà un aumento delle antenne sul territorio. Che seppur di potenza modesta contribuiranno a aumentare l’inquinamento elettromagnetico. Se vogliamo nuovi servizi dobbiamo accettare la novità, ricordando che si effettuano monitoraggi sia prima dell’installazione (con pareri preventivi attraverso modelli di calcolo eseguiti con la massima potenza dell’antenna) sia dopo con misure reali sul posto. Quindi possiamo stare tranquilli».

Progetti dopo la pensione e un bilancio della sua carriera.

«Taglierò con il passato, e quindi dirò basta anche alle consulenze. La svolta però include qualche viaggio e un po’ di attività fisica, ma non mancherà il tempo per allungare la lista. Me ne vado contento ma anche un po’ amareggiato. Sono soddisfatto di aver svolto un servizio utile al cittadino, ma ho dovuto lottare sempre. Ostacolato perché ero un agronomo e per la mia linea innovativa, ho già formato con piacere chi subentrerà al mio posto: è fondamentale che certe esperienze vengano tramandate».

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