Rimini. Rincari, la Caritas: “Imprenditori, aiutateci”

«Il sostegno offerto dalla Caritas? È una coperta troppo corta». Ad affermarlo è il direttore di Caritas Rimini Mario Galasso che passa al setaccio l’autunno che verrà. Una stagione gravata «da carobollette, nuova povertà e proventi dell’8 per mille dimezzati».

Scenario devastante

«Confidiamo nella provvidenza e nella generosità dei tanti imprenditori locali, perché la stagione alle porte equivale a un punto interrogativo», commenta Galasso. Due i fronti per una battaglia impari. «Da un lato c’è l’incognita per i costi di gestione interna, visto che – nota – sono quasi raddoppiate le spese per le utenze, dall’altra l’inevitabile aumento di quanti busseranno in cerca di aiuto». In particolare a preoccupare il direttore sono le fasce fragili sostenute dal suo ente, dagli anziani ai clochard, passando per profughi e immigrati. «È vero che a casa propria si può abbassare il termostato di qualche gradi, indossando una maglia pesante, – riconosce – ma questa dinamica non vale se ospiti persone deboli dalla salute precaria». Anche alla luce di questa riflessione, l’indotto di bisognosi che, in corrispondenza del freddo, chiederà aiuto «potrebbe spezzare il microequilibrio esistente». A rassicurarlo resta la collaborazione della Caritas diocesana con i tre distretti socio sanitari che ricadono su Riccione, Rimini e Forlì Cesena per l’area del Rubicone mare. «Oggi più che mai le sinergie sono essenziali per pianificare soluzioni comuni», rimarca.

Bollette raddoppiate

Ma nel dettaglio le spese aumenteranno per i 5 appartamenti e le tre strutture principali: la sede, l’hotel Angeli in gestione a Torre Pedrera e la casa “Laudato si’”. «Mi preoccupa meno la questione derrate alimentari per la generosità dei romagnoli, eccezionali persino in pandemia, però – osserva Galasso – è chiaro che una cucina che funziona 365 giorni all’anno per una decina di ore al giorno, risentirà degli incrementi alle stelle. Per capirci, – prosegue il direttore – viaggiamo sui 10mila pasti al mese». In compenso riscontra una nota positiva: l’installazione di un tetto fotovoltaico sulla struttura di via Madonna della Scala. «Una scelta lungimirante che ammortizza i costi», commenta con sollievo.

Otto per mille, i problemi

Diversi gli scogli che si profilano all’orizzonte. «A differenza di altre associazioni o enti, quando la Caritas si rivolge al Comune per una progettualità e fornisce la sua parte, investendo una quota dell’8 per mille».

Donazioni che, avverte, «stanno tuttavia diminuendo in modo sensibile. Se per la pandemia la Conferenza episcopale italiana ha raddoppiato le cifre lanciando il cuore oltre l’ostacolo ora – allarga le braccia Galasso – vari campanelli d’allarme preannunciano invece un dimezzamento delle donazioni degli italiani per il 2023». Intanto sta partendo qualche centinaia di senza fissa dimora finora attratti dal turismo estivo.

Salvezza e solidarietà cittadina

Il vertice Caritas mette sul tavolo la sua proposta: «Fare squadra con Ente pubblico e associazioni per ragionare di territorio e comunità, sennò – taglia corto – rischiamo di lasciare molte persone indietro». Al netto «dei numeri autunnali difficili da ipotizzare», la sua certezza è che i riminesi raccoglieranno l’appello. «Ci sono tanti imprenditori sempre pronti a tendere la mano», conclude.

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