Rimini. Rincari, famiglie numerose ai ripari: ecco come risparmiare

«Le famiglie numerose? Serve un trattamento fiscale diverso o affonderemo». Quando si tratta del caro spesa è un fiume in piena Paolo Nanni, padre di sei figli dai 15 ai 28 anni, nonché presidente dell’associazione provinciale “Famiglie numerose” che nel riminese rappresenta una cinquantina di nuclei.

Davide contro Golia

«Non c’è margine per ulteriori manovre: risparmiare più di quanto facciamo è impossibile – sottolinea Nanni con un sorriso amaro -. Siamo stati pionieri in ogni campo: dalle lavatrici a pieno carico programmate di notte, quando le tariffe erano minori, ai led a basso consumo, passando per i libri scolastici usati allo scambio di vestiti e scarpe che fra sorelle e fratelli avviene in automatico». Lo stesso impegno è stato profuso per ammortizzare il costo del riscaldamento che, osserva, «accendiamo solo in certi orari, regolando il termostato sui 17 gradi, per evitare il blocco della caldaia, ma senza mai oltrepassare i 20». Solo la punta dell’iceberg, ribadisce, visto che nessuna accortezza viene mai trascurata: «Lasciamo persino le porte aperte mentre si cucina – fa presente – perché il calore si diffonda in ogni stanza». E al netto di abitudini consolidate, mira i riflettori non sulle utenze ma sulla spesa, «perché di mangiare nessuno può fare a meno». Un fronte rovente su cui ogni battaglia sembra persa in partenza, perché «le offerte vertono ormai più sui detersivi che sui prodotti alimentari». Il peggio è che sparano a salve anche le misure collaudate da anni: «come andare al discount, creare gruppi di acquisto, ma anche acquistare a chilometro zero da allevatori o agricoltori», segnala amareggiato. Ma non basta. Fa cilecca persino il cavallo di battaglia più classico: «Congelare porzioni ad hoc dopo aver cucinato pentoloni di pietanze».

Così non resta che navigare a vista, ribadisce ancora Nanni, centellinando tutto, mentre schizzano alle stelle anche i prezzi del pane e della passata di pomodoro e la carne pare un bene di lusso. Gli incrementi complessivi? «Vanno dagli 80 ai 150 euro al mese e non basta più scegliere di volta in volta cosa comprare, strizzando l’occhio alle offerte e puntando sulla creatività», allarga le braccia evidenziando che taglia da sempre qualsiasi uscita «dalle vacanze al teatro, cucinando la pizza in casa»..

Pressing sul Governo

«Arrivati a questo punto – rimarca ancora Nanni – serve l’intervento dello Stato, non un’elemosina beninteso, né tantomeno una penalizzazione per altri cittadini o ambiti. Chiediamo una soluzione per il range che soffre di più in un momento senza precedenti». E va dritto al punto: «Noi abbiamo investito nei figli che sono il futuro del Paese, per questo dovremmo avere un trattamento fiscale diverso». Quanto all’Isee ribadisce che è calcolato male, non contemplando il numero dei figli di ogni nucleo familiare. «Da rivedere – insiste – anche la pensione contributiva di madri che non possono lavorare per anni e quando rientrano devono chiedere un part time per trovare la quadra». Al netto dei numeri, la conclusione di Nanni è venata da un barlume di ottimismo: «È l’ennesimo temporale, anche stavolta si cercherà di resistere finché non smetterà di piovere».

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