RIMINI. «Famolo strano? No grazie. Col pitone, mai. Ma neanche con i ganci e le fruste».
Per avere rifiutato le proposte erotiche della “fidanzata”, una elegante sessantenne di bella presenza, un giovane commesso riminese si è ritrovato vittima, a suo dire, di una specie di persecuzione da parte della donna. Il ragazzo ha venticinque anni e secondo quanto ha raccontato lui stesso alla polizia, di fronte alle insistenze della donna ha deciso di mettere fine a una relazione che andava avanti da mesi, ma nella quale non si ritrovava più. Non senza imbarazzo, si è rivolto in questura per chiedere l’aiuto degli agenti di fronte alle presunte pressioni della donna che non si rassegna alla fine della storia, né al fatto che il ragazzo non abbia alcun interesse a condividere con lei fantasie sessuali legate al mondo delle pratiche sado-maso e del bondage.
La donna ha conquistato il giovane commesso fin dalle prime visita nel negozio dove lui lavora. «È stato amore a prima vista, la differenza di età non conta». Agli agenti ha raccontato di avere addirittura accarezzato l’idea di trasferirsi da lei, in una città del Nord dove vive e lavora, per fare le cose sul serio. A un certo punto però lei chiede di più. Gli racconta di essere particolarmente intrigata da un modo che per lui è sconosciuto: persone che si incontrano in club o case private per provare emozioni particolari. Lui non capisce o non vuole capire, così lei si fa sempre più esplicita inviando delle foto di alcune pratiche sessuali poco ortodosse, ma perfettamente lecite se praticate tra adulti consenzienti. In un’immagine tra quelle che il commesso ha mostrato in questura compare un pitone, proprio un serpente in carne e ossa, in altre l’intero kit del sadomaso, dalle fruste ai costumi in lattex. Invece di eccitarsi, però, il ragazzo si spaventa e due mesi e mezzo fa non solo decide che non gli va proprio di provare qualcosa del genere, ma anche che la donna non fa per lui. Una scelta che lei però non approva: corre a Rimini, si ferma davanti alla vetrina, lo segue con l’auto, lo tempesta di messaggi e di chiamate. «Una cinquantina nel giro di poco più di un’ora», spiega frastornato. Lui non vuole arrivare a una denuncia formale, ma è preoccupato che la situazione possa degenerare. Agli agenti non resta altro da fare che convocare la signora per invitarla a non insistere in atteggiamenti ossessivi e a lasciare in pace il ragazzo. Un ammonimento formale, che sembra avere sortito effetto. Da qualche settimana lei ha interrotto i contatti con l’ex fidanzato. «Non c’è niente di sbagliato in quelle proposte, lo invitavo semplicemente a condividere qualcosa di un mondo che mi incuriosisce, popolato da persone normali e rispettabili», ha tenuto a precisare la donna durante la convocazione in questura. Niente da eccepire, se non il fatto che il giovane non sopportava più l’ostinazione di lei di fronte al suo rifiuto.

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