RIMINI. Tradì la sua intimità per metterla nelle mani di tutti: il video di sei minuti nel quale faceva sesso con il collega, una volta finito in Rete, diventò virale: lei, una donna sposata, travolta dalle battute volgari e dalla gente che si dava di gomito, confessò di avere pensato addirittura al suicidio, “come Tiziana Cantone”.
Il giudice del Tribunale civile di Rimini Elisa Dai Checchi, per ripagarla delle sofferenze patite, ha disposto nei suoi confronti un risarcimento economico. L’uomo con il quale aveva avuto una breve relazione, un dirigente di azienda cinquantenne, è stato condannato al pagamento complessivo di sessantamila euro. L’ex collega durante la causa ha sostenuto di non riconoscersi nel filmato incriminato (nel quale il protagonista maschile che impugna il telefonino non è mai inquadrato in faccia), ma non è stata necessario ricorrere alla perizia – ipotesi prospettata dal legale che assiste la signora, avvocato Roberto Giannini – che avrebbe dovuto mettere a confronto voce e caratteristiche anatomiche dei genitali dell’uomo.
Per il giudice civile è stato sufficiente basarsi sulle carte del processo penale di primo grado che lo scorso anno portò alla condanna dell’imputato a due anni di reclusione. Il dirigente d’azienda, difeso dall’avvocato Filippo Airaudo, fu ritenuto responsabile di diffamazione aggravata e violazione della privacy, ma assolto dall’interferenza illecita nella vita delle persone e dalla pubblicazione di oscenità. Non c’è la prova che sia stato lui a diffondere il video sul web, “nessuno potrà più cancellarlo” come hanno spiegato gli agenti della polizia postale che effettuarono le indagini. La donna (viene omesso ogni dettaglio che possa renderla anche indirettamente riconoscibile) aveva evitato di costituirsi parte civile in sede penale, perché temeva la “pubblicità” del processo, ma finì per testimoniare, a porte chiuse, tra le lacrime. «Mi sono lasciata riprendere. Mi fidavo di lui, era un momento difficile della mia vita: avevo perso la testa».
A salvarla da una profonda depressione fu l’amore dei suoi familiari, e la comprensione del marito che le perdonò lo sbandamento, già superato quando la vicenda riemerse. Un amico la avvertì: «Tutti parlano di te: c’è un tuo video sui siti porno». E lei si confidò con il coniuge. Il filmato risaliva a quattro anni prima, ma quando si tratta di immagini su internet il passato non passa mai.

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