Rimini. Raccolta fondi per operare il cane: arrivano 10mila euro

Lo hanno chiamato Mufasa come l’enorme re delle terre del branco nonché padre di Simba nel “Re Leone”, ma pochi giorni dopo averlo portato a casa, lo scorso 23 luglio, si sono accorti che quel cucciolo di Bovaro del Bernese più che ruggire piangeva. Mufy, come lo chiamano affettuosamente Gianfranco Gagliani e la fidanzata Francesca, è affetto infatti da una serie di disturbi piuttosto seri agli arti posteriori che non gli danno tregua e ne mettono a repentaglio la possibilità di una vita normale.

I due non si sono però arresi neanche di fronte alle diagnosi più terribili e dopo mesi di cure e primi interventi, alla vigilia di operazioni importanti e costose hanno attivato una raccolta fondi sul web. Il link è diventato subito virale, la risposta incredibile e a pochi giorni dalla comparsa sull’applicazione Go Found Me, alle 12 di ieri si contavano già 479 donazioni per una cifra totale di 9.449 euro. «Non avremmo mai pensato di poter arrivare a una somma del genere, ma nel caso continuasse a crescere e Mufasa fosse oramai a posto doneremo in beneficenza anche un solo euro non necessario alla sua salute» commenta stupito Gianfranco, conosciutissimo in città per il suo lavoro nei locali della Riviera.

Partiamo dal principio, di cosa soffre Mufasa?

«Le difficoltà di Mufy sorgono, sin dalla nascita avvenuta il 19 maggio 2021, in una grave displasia alle anche, nella lussazione alla rotula e in una extrarotazione dei metatarsi. A 5 mesi di vita gli è stata effettuata la prima operazione, la trocleoplastica, per mantenere la rotula in sede ed evitare l’aggravamento rapido delle deformità riscontrate, applicandogli anche delle placchette. La ripresa da questo intervento è stata lunga, anche perché la posizione dei punti sulle articolazioni di entrambe le ginocchia hanno reso molto complicata la cicatrizzazione. Ma poi è sorto un altro ostacolo, chiamato ‘metatarsal rotation’, sempre nelle sue zampe posteriori, risolvibile tramite chirurgia correttiva della tibia bilaterale. In parole semplici, questa seconda operazione consiste nel taglio di entrambe le tibie per poi ruotarle nel verso corretto, così da stabilizzare le ginocchia ed evitare di lesionare il crociato craniale, dato che è già ampliamene posto sotto sforzo».

Cure e interventi di certo costosissimi.

«Sia le operazioni che le varie terapie di riabilitazione lo sono (le effettua in piscina con un fisioterapista), soprattutto quelle per le protesi alle anche che da sole costano 3.500 euro l’una».

Da qui la decisione di chiedere aiuto attraverso un appello sul web?

«Ce la stiamo mettendo davvero tutta per concedere a Mufy l’opportunità di vivere una vita senza sofferenza, ma iniziamo ad avere qualche difficoltà economica. Non eravamo conviti di chiedere aiuto, in quanto Mufasa è stata una nostra scelta e sempre nostra è stata la decisione di prenderlo in carico, ma ora ci rendiamo conto che da soli facciamo fatica. Per chi volesse darci una mano a sostenere il costo, semplicemente tramite la condivisione della storia oppure con l’importo di un caffè, abbiamo creato un link per accedere alla donazione: https://gofund.me/2dd9f332”».

Non solo, avete anche aperto una pagina Instagram dedicata.

«Si chiama ‘Io sono Mufasa’, vi abbiamo postato alcune foto e aggiorneremo sulle sue operazioni. Sulla mia pagina personale, Giafranco Gagliani, ci sono invece tutta la storia e il link di collegamento alla app Go Found Me».

La risposta è stata incredibile.

«Non solo sul web. Tutti ci aiutano da tempo: i veterinari per quello che possono ci vengono incontro e tantissime persone hanno risposto presente in maniera encomiabile arrivando a donare anche 500 euro (come gli ex proprietari, che ci danno una mano). Questo ci dà ancora più forza e coraggio e siamo pronti all’operazione alla prima tibia che è fissato per l’8 marzo».

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