Rimini, “quel dentista mi ha rovinata”: donna a processo per diffamazione

Con la richiesta di ricusazione del giudice di pace, si è chiusa l’ennesima udienza del processo che vede imputata, con l’accusa di diffamazione nei confronti di un dentista riminese, una signora di 52 anni.
Ben lontana dal giungere alla conclusione la querelle giudiziaria che prende le mosse nel 2017 quando la signora prende carta e penna dopo un consulto con la sede nazionale di Roma della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici chirurghi e degli Odontoiatri. A Fnomceo aveva esposto di aver richiesto ma di non aver avuto risposta positiva per ottenere copia della cartella clinica dell’intervento subito ben 6 anni prima (2011) per cui aveva anticipato una parcella di 40mila euro. Cartella chiesta dopo un consulto specialistico che aveva certificato degli errori nell’esecuzione dell’intervento cui si era sottoposta. All’esposizione dei fatti, sostiene la 52enne, gli era stato così consigliato di scrivere due lettere, rispettivamente al dentista e all’ordine di Rimini per manifestare il proprio disappunto. Cosa fatta usando però termini che hanno spinto il professionista a denunciarla per diffamazione assistito dall’avvocato Luca Ventaloro.
Da parte sua la signora ha risposto presentando una serie di esposti denuncia alla Procura della Repubblica di Rimini per lesioni. L’ultimo sarà oggetto di dibattimento davanti al giudice dell’udienza preliminare Manuel Bianchi nelle prossime settimane.
Nell’udienza di ieri il nuovo legale della signora, l’avvocato Maurizio Vagnoni, ha di fatto bloccato il procedimento con la richiesta di ricusazione del giudice di pace, reo d’aver disposto una perizia psichiatrica eseguita senza l’assenso e la visita dell’imputata.

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