Ingannata, picchiata e stuprata dall’uomo che diceva di amarla, si è liberata dall’incubo grazie all’intervento della Squadra mobile. A distanza di soli cinque mesi dalla sua denuncia l’ex compagno, ancora detenuto in carcere, sarà processato con l’accusa di violenza sessuale, maltrattamenti, lesioni ed estorsione. Il pubblico ministero Davide Ercolani, infatti, convinto dell’evidenza della prova, ha chiesto il giudizio immediato e con il “salto” dell’udienza preliminare il processo si aprirà giovedì prossimo 14 gennaio, davanti al Tribunale di Rimini (presidente Adriana Cosenza).

Secondo l’accusa l’uomo, un italiano di 45 anni, avrebbe pestato la donna e preteso rapporti senza il suo consenso dopo che lei gli aveva espresso l’intenzione di mettere fine alla relazione, nata dopo un’amicizia “virtuale” sul web e durata all’incirca un anno. La donna, vulnerabile e di mezza età, probabilmente era stata ingannata fin dall’inizio. Lui le aveva fatto intendere di avere lasciato tutto, dalla propria città al lavoro, per amarla e restare con lei. Fin dal primo incontro, così, l’uomo si insedia in casa. Passano poche settimane all’insegna della dolcezza e della comprensione, ma poi l’uomo svela il vero volto: prepotente e brutale. Con il passare dei mesi la situazione degenera, lui non si preoccupa di trovarsi un lavoro, anche se dice che non riesce a trovarne uno, e non accetta obiezioni né rimproveri. Le offese non si contano più, così come le continue pretese di soldi: la donna viene intimidita con minacce e violenze. Alla fine, anche lui capisce che la signora riminese non è più disposta a tollerare oltre una relazione di cui è diventata prigioniera. Prima di andarsene però decide di essere brutale ancora una volta. L’ultima. La afferra, la spinge sul letto, le strappa i vestiti, e la violenta. «Se lo racconti, ti faccio ammazzare», dice, prima di girare i tacchi e sbattere la porta. La polizia, la procura e infine il giudice per le indagini preliminari Vinicio Cantarini in breve tempo mettono l’uomo in condizioni di non nuocere: arrestato in estate si trova ancora in carcere. La ex compagna si è costituita parte civile, con l’assistenza degli avvocati Valentina Vulpinari e Monica Cappellini. «Spero che a nessun’altra capiti quello che è successo a me» sono state le parole della donna la prima volta che ha messo piede in questura.

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