Rimini. Previsioni meteo sotto accusa, gli hotel: persi i turisti

Nuvole, acqua, vento, allerte meteo “come se piovesse” e turisti che si dileguano anche se poi in realtà, come domenica, c’è il sole. Simboli di nuvolette, ombrelli e saette non smontano solo lo stato d’animo di chi vorrebbe assaporare il tepore e i profumi della primavera, ma soprattutto i piani e gli incassi degli albergatori e degli esercenti, che a stagione appena iniziata sono già stati danneggiati dalle previsioni meteo spesso troppo pessimistiche. Previsioni verso le quali il Codacons comunica la decisione di presentare un esposto all’Antitrust, per segnalare come siti e app dedicati al meteo utilizzino «toni enfatici, titoli accattivanti e immagini a effetto per annunciare il maltempo e attirare traffico, generando così click e visualizzazioni, aumentando i guadagni pubblicitari».

Aria di tempesta

«Ci vorrebbe più buon senso». Patrizia Rinaldis, presidente dell’Associazione italiana albergatori, si associa alla polemica sollevata dalla sindaca di Riccione Daniela Angelini, che denuncia il danneggiamento del ponte per via delle previsioni errate, ma, per ora, decide di partire “soft” nella contrapposizione con i siti Internet “oracoli” del buono e del cattivo tempo. Siti che, rimarca, «mettono pioggia e temporali per tutto il giorno anche se in realtà piove cinque minuti. Oppure succede come domenica scorsa, che doveva essere brutto e invece c’è stato il sole tutto il giorno. C’era la gente in costume in spiaggia». E la proiezione pessimistica costa caro agli imprenditori dell’accoglienza. «Stimiamo perdite del 30% – afferma Rinaldis – anche se ancora è presto per un calcolo preciso. Ma di sicuro, ognuno di noi albergatori ha avuto guadagni persi da potenziali clienti che non hanno prenotato frenati dalle previsioni, e gente che ha disdetto perché pensava inutile venire in riviera con la pioggia». Nel mirino della presidente degli albergatori, però, ci sono anche le allerte meteo divulgate da enti come la Protezione civile, che eccedendo nel mettere in allarme la popolazione, «finiscono anche – sottolinea Rinaldis – per fare una cattiva comunicazione a fini di sicurezza, oltre che danneggiare il turismo».

La battaglia

«Ancora una volta le previsioni meteo sbagliate svuotano città e spiagge arrecando danni ingenti agli operatori turistici» afferma il Codacons, già sul piede di guerra, aderendo alla protesta della prima cittadina riccionese. «Nel 2014 e poi nel 2016 denunciammo casi analoghi, – ricorda il presidente Carlo Rienzi – quando i siti annunciarono temporali e maltempo in alcune zone del Paese dove però ci fu sole e caldo e nemmeno una goccia di pioggia». Rienzi sottolinea il ruolo del click bait per i siti (accresciuto dalle previsioni pessimistiche) e annuncia la denuncia all’Antitrust. Il fine, spiega, «è fare chiarezza sulle piattaforme dedicate al meteo» e accertare «la possibile ingannevolezza di messaggi sensazionalistici che, considerate le conseguenze sul fronte dell’economia del turismo e degli operatori, potrebbero rappresentare una pratica commerciali vietata dalla legge, in quanto in grado di modificare le scelte dei cittadini».

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