RIMINI. Tre a zero. Sono le volte in cui la strada di Mauro Vagnini, assistente capo coordinatore della polizia penitenziaria ai Casetti, si è incrociata, negli ultimi tre anni, con uno dei più “anziani” borseggiatori in attività a Rimini, il 63enne Abdelramin Marzouki, origini tunisine ma casa a Corpolò. I testa a testa finiti sempre con l’arresto dell’uomo originario del Maghreb, non sono l’unica peculiarità della loro “storia”: tutte e tre le volte, infatti, il manolesta, dopo aver colpito su un bus della linea 4, ha cercato di darsela a gambe sull’11, il tram dei ladroni per antonomasia. Copione rispettato anche sabato scorso. Salito in carrozza al capolinea della stazione, ha “avvicinato” una coppia di turisti bolognesi che poco prima aveva visto prelevare 250 euro al bancomat. Con mossa fulminea, dalla tasca posteriore degli short del pensionato 82enne, ha sfilato banconote e carta bancomat. Quindi è sceso e si è incamminato. Vagnini lo ha fermato un secondo dopo averlo visto gettare tra i piedi dei passeggeri del secondo bus la tessera. L’unico vero fuori programma ha visto per protagonista sempre il “terrore dei borseggiatori”, 148 quelli finiti in manette con la cattura di sabato. La moglie del derubato, che si era accorta di quanto successo, trascinato il marito giù dal bus, si è avventata verso Vagnini chiedendogli l’immediata restituzione dei soldi. L’assistente capo ha tirato fuori la sua placca per qualificarsi, ma fin quando un paio di controllori non hanno confermato la sua identità, la signora non si è calmata.
Preso in consegna dai carabinieri con cui ha poi trascorso tutto il fine settimana, Abdelramin Marzouki ieri mattina ha patteggiato la condanna ad un anno di reclusione, da scontare agli arresti domiciliari che gli sono stati assegnati perchè la sua salute non è compatibile con il regime carcerario.

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