Rimini, postino scambiato per maniaco

Una donna scambia un postino cinquantenne per un pericoloso stalker che spia furtivamente sua figlia adolescente all’uscita da scuola e lo denuncia. Il sospetto si rivela infondato, ma lui finisce nei guai con l’accusa di peculato d’uso. “Rubando” una mezz’oretta al lavoro, infatti, si “nascondeva” ogni giorno nello stesso posto a bordo dell’auto delle Poste, in attesa dell’orario di uscita da scuola della propria figlia. Andava fuori zona e sperava di non essere notato, ma non era un malintenzionato né un maniaco. «Non conosco la signora che mi ha denunciato e non so chi sia sua figlia» ha spiegato l’uomo agli investigatori che nel frattempo avevano applicato un dispositivo satellitare all’auto e registrato i suoi “sforamenti”. Messo alle strette e costretto a spiegare le ragioni della sua presenza quotidiana in un posto dove non avrebbe dovuto trovarsi ha raccontato dello stratagemma per dare il cambio alla moglie nell’andare a prendere la bambina a scuola a Rimini (lui vive in un Comune vicino). La sua presenza è stata notata dalla signora che ha temuto invece che il postino avesse preso di mira sua figlia che ogni giorno gli passava davanti nel tornare a piedi a casa. Sospeso per dieci giorni dal lavoro, il cinquantenne è finito davanti al giudice. Difeso dall’avvocato Massimiliano Giacumbo, l’uomo, incensurato, ha chiesto e ottenuto di essere messo alla prova dal giudice: si è impegnato a svolgere lavori socialmente utili e il processo nel frattempo è stato sospeso.

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