Rimini. Polizia postale: allarme pedofilia in Rete

Avevano 30 e 46 anni gli “insospettabili” riminesi al centro di due dei quasi 200 casi di pedofilia e pedopornografia trattati dal Compartimento Polizia postale e delle comunicazioni Emilia-Romagna. Due presunti mostri che nei rispettivi computer e smartphone custodivano immagini anche di bimbi in tenerissima età, sottoposti a violenze impossibili da descrivere. Un mondo quello della pedopornografia on line che vede «famiglie e vittime costrette a fare i conti con la capacità manipolatoria di adulti consapevoli, con la circolazione illegale di immagini di violenza e con la condivisione in circuiti apparentemente anonimi e sulle darknet». E «a riprova dell’aggravamento della minaccia contro infanzia e adolescenza in Rete, cresce il numero di indagati per reati di pedopornografia e adescamento denunciati», che lo scorso anno sono stati «circa 110, di cui otto arrestati». Questi, in sintesi, i dati sulle attività svolte nel 2021 diffusi oggi dalla Polizia postale emiliano-romagnola in occasione della Giornata contro la pedofilia e la pedopornografia. E purtroppo, si legge in una nota, la situazione sembra destinata a peggiorare, in quanto «nel primo trimestre di quest’anno si contano già cinque arresti», dato in crescita rispetto a quello del 2021. In particolare, sono state eseguite «due misure cautelari in carcere a carico di un uomo che abusava sessualmente della figlia minore e di un altro soggetto, conosciuto in Rete e che, in concorso con lui, partecipava agli abusi sulla bambina». Commentando i dati, il dirigente della Polizia postale dell’Emilia-Romagna, Geo Ceccaroli, evidenzia che «quanto accaduto negli ultimi due anni per l’emergenza pandemica ha accelerato i processi di avvicinamento tra bambini e Internet, ha intensificato la reciproca attrazione tra adolescenza e servizi di rete sociale online e ha influenzato le abitudini quotidiane di ognuno di noi, imponendo una relazione sempre più stretta con il mondo virtuale e mostrando, però, velocemente il suo lato oscuro».

Vittime sempre più piccole

Dalla Polizia postale sottolineano poi che «si conferma un trend preoccupante per cui la pedofilia diventa un pericolo imminente anche per i bambini più piccoli». Sono infatti «circa un centinaio i bambini coinvolti in casi di pedopornografia e adescamento, dato che dimostra come i social network, i videogiochi e la messaggistica possano costituire una grande opportunità di crescita, ma anche un pericolo a cui prestare la massima attenzione». Nell’ultimo anno, spiega Ceccaroli, «sempre più spesso l’analisi delle immagini pedopornografiche e le attività investigative svolte su tutto il territorio nazionale, con il coordinamento del Cncpo (Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online, ndr), consentono di salvare piccole vittime, oggetto di abusi sessuali reali perpetrati da soggetti che appartengono alla loro cerchia di fiducia».

Sul punto, il dirigente della Polizia postale spiega che «la complessità di questa minaccia impone continui sforzi di adeguamento e una sinergia costante sia con gli organismi esteri di polizia, sia con il mondo dell’associazionismo attivo per la tutela dei minori, in un’ottica di sistema in cui la prevenzione integra l’opera repressiva che la Polizia postale porta avanti ogni giorno».

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