Rimini, piscine sott’acqua per il Covid: “Così rischiamo di chiudere”

Le piscine riminesi sono con l’acqua alla gola. I quattordici mesi di lockdown, da marzo 2020 a maggio 2021, i tanti positivi di oggi, l’introduzione del Green Pass rinforzato e, soprattutto, gli aumenti di luce e gas, rischiano di far annegare le società che le gestiscono. Tanto che ieri mattina, al termine di una lunga call online, i gestori emiliano romagnoli si sono accordati per chiedere un aiuto alle istituzioni.
«Altrimenti, andando avanti di questo passo, il rischio è quello di chiudere o di andare in dissesto finanziario. – dice senza tanti giri di parole Giuseppe Solfrini, presidente della Polisportiva comunale Riccione, Asd che gestisce lo stadio del nuoto –. Oggi (ieri, ndr) abbiamo cercato di fare il punto della situazione con le altre realtà della regione. Tutti, purtroppo, siamo sulla stessa barca. E non nascondo che la preoccupazione è tanta. A Milano, per capirci, sono già otto gli impianti natatori chiusi. Con tutto quello che questo comporta a livello sportivo e sociale».

Una situazione simile la sta vivendo il Garden a Rimini. «Se parliamo di corsisti noi ne abbiamo persi circa 250 tra giovani e adulti. – spiega Fabio Bernardi, direttore sportivo della squadra agonistica e factotum delle piscine dell’impianto riminese –. Molti di questi, sentendo la televisione e leggendo i giornali, hanno paura di essere contagiati non capendo che se c’è un luogo sicuro quello è la piscina.

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