Rimini: picchia la moglie con il mattarello, condannato

Colpì la moglie con il mattarello: è stato condannato a otto anni e dieci mesi di reclusione. Il giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Rimini Vinicio Cantarini ha riconosciuto l’imputato responsabile di tentato omicidio, come sosteneva il pubblico ministero Davide Ercolani, e non semplicemente di lesioni gravi come si auspicava la difesa. È vero che la donna non fu mai in pericolo di vita e guarì in quaranta giorni dalle ferite, ma stando alla perizia medico-legale il colpo sferrato all’altezza della testa, se avesse raggiunto il “bersaglio”, avrebbe potuto ucciderla. Fu lei stessa a “pararlo” frapponendo le braccia con il risultato che entrambe si fratturarono ma il mattarello non la raggiunse alla tempia. Il giudice ha disposto anche un risarcimento di sessantamila euro nei confronti della parte offesa e di tremila euro all’associazione antiviolenza “Gens Nova”, rappresentata in aula dall’avvocato Elena Fabbri.

L’imputato, un operaio albanese di 42 anni, si trova in carcere. Nella scorsa udienza ha avuto la parola e ha chiesto direttamente «perdono» alla donna che era seduta in aula a pochi metri da lui.

La violenta aggressione risale al 21 ottobre 2019. Avvenne all’interno dell’abitazione della coppia, un appartamento di Rimini. Il mattarello insanguinato, abbandonato sul tavolo della cucina, era lungo un metro e aveva sei centimetri di diametro.

«Ho perso la testa in preda alla gelosia – disse l’uomo subito dopo la cattura da parte della polizia – L’ho colpita con il mattarello, ma non volevo ucciderla, né farle davvero del male: volevo solo che smettesse di parlare al cellulare e quando lei ha mollato il telefonino, mi sono concentrato su quello. L’ho portato in cucina e l’ho fatto in mille pezzi».

Il pm aveva chiesto la condanna a quattordici anni.

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