Rimini. Parla la family coach: “L’età critica? 13 anni”

«I casi più difficili ed estremi sono stati quelli di un ragazzo che ha visto uccidere la madre da suo padre e di ragazzini che sono stati chiusi nello sgabuzzino per punizione dai genitori». Nella sua esperienza professionale di family coach, Nan Coosemans, ceo di Younite, azienda riccionese specializzata nella formazione per adolescenti e famiglie, annovera numerosi casi di conflitto tra genitori e figli. Conflitto che, con l’avvento del Covid, non ha fatto che inasprirsi. Proprio domani sera alle 20.30, Younite e il suo team di family coach dà appuntamento ai genitori e i ragazzi dai 9 ai 21 anni all’hotel Hollywood di Miramare, «per imparare a capirli e comunicare nella maniera giusta».

Coosemans, quanto ha inciso il Covid nel modificare il rapporto tra genitori e figli?

«Agli esordi della prima ondata Covid abbiamo fatto una ricerca su oltre 1.000 adolescenti in Italia da cui è venuto fuori che, durante il lockdown, il rapporto con i genitori era migliorato. I ragazzi si sono sentiti supportati dai genitori nell’affrontare quest’esperienza del tutto nuova. In seguito, da maggio 2020 in poi, con le nuove ondate e le ulteriori chiusure i ragazzi hanno iniziato a cambiare prospettiva. Si sono chiusi in camera, hanno smesso di fare sport e cambiato stile di vita, passando da una vita attiva ad una vita sul divano. Noi di Younite abbiamo toccato con mano questo peggioramento dello stile di vita dei ragazzi e questo aumento della conflittualità tra genitori e figli, avendo ricevuto un aumento delle richieste di supporto che sono arrivate in azienda da parte delle famiglie. Nel Riminese, parecchi nuclei sono seguiti dalle nostre Younite family coach Katja Sfilogoj e Cinzia Favetta, che lavorano con i genitori, mentre la nostra Younite youth coach Rebeca Blanca dal Piaz segue e lavora con i ragazzi. A Rimini, poi, organizziamo sempre dei weekend per ragazzi dai 9 ai 19 anni. Il prossimo sarà proprio dall’8 al 10 aprile».

Cosa fa un family coach? Qual è il vostro approccio?

«Il Family coach Younite è una figura professionale con studi approfonditi alle spalle e con oltre 500 ore di formazione di cui 100 di pratica. Il nostro compito è quello di guidare la famiglia ad affrontare le sfide durante la fase di crescita adolescenziale dei figli. Il family coach guida i genitori sia nelle dinamiche relazionali verso i figli, sia nelle dinamiche della coppia. La vita all’interno di una famiglia è simile alla vita che si svolge dentro un’azienda: è necessaria una certa determinazione, motivazione, sincerità, unione e un focus comune. Nella famiglia si aggiunge l’amore, il passato di ognuno, le aspettative, la vita dei genitori stessi e il coinvolgimento emozionale».

In base alla sua esperienza, qual è l’età più critica?

«Il primo momento di criticità è tra gli 11 e i 13 anni, quando entrano in ballo gli ormoni, si verifica il primo picco di crescita e avviene il distacco dal genitore. Il passaggio alle scuole medie, che segna questa fase, è un’altra circostanza molto delicata che spesso viene sottovalutata e che richiede, invece, che i genitori siano ben formati su come accompagnare i propri figli in questo cambiamento. La seconda fase più critica è verso i 15 e i 16 anni, quando i ragazzi iniziano a confrontarsi con il mondo adulto, con le provocazioni, con le emozioni e con la difficoltà di capire il loro futuro».

Quali casi le sono rimasti più impressi?

«I più tristi sono quelli legati alle situazioni di divorzio, in cui i genitori separati usano i figli per portarsi rancore a vicenda, oppure alle situazioni di bullismo nelle scuole, o quando i ragazzi hanno tutto sul livello materiale, ma i genitori non li “vedono” neanche. Queste esperienze le ho scritte nei miei due libri: “Quello che i ragazzi non dicono” e “Adolescenti e quarantena”.

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