Rimini. Oliver a nove mesi lotta per la vita: l’ospedale Bambin Gesù pronto a ospitare la famiglia

Ha sfondato il muro dei 200 donatori il GoFounfMe attivato qualche giorno fa per sostenere i genitori del piccolo Oliver, il bimbo riminese di nove mesi colpito da una rarissima forma di Neurofibromatosi di tipo 1 che ne mette a grosso rischio l’esistenza. La raccolta fondi online in favore di papà Francesco Vacca e di mamma Valentina Fidamante (chi vuole contribuire può farlo al link https://gf.me/v/c/gfm/un-aiuto-alla-famiglia-di-oliver ) nel primo pomeriggio di ieri contava infatti 6.672 euro raccolti grazie a 206 generosi contribuenti. Ma c’è anche chi dopo aver letto la storia del bimbo ha voluto contattare personalmente la famiglia senza ricorrere ai canali telematici.

E nella maxi catena della solidarietà a ogni livello che si è subito attivata, ribadisce di essere sempre pronto a fare la sua parte anche l’ospedale Bambin Gesù di Roma che periodicamente ha in cura il bimbo per gli accertamenti cui deve sottoporsi ogni qualche mese. «Avevamo offerto un alloggio in occasione delle prime visite, ma i genitori ci hanno detto che si erano già sistemati con l’Arma dei Carabinieri: siamo comunque a disposizione per i prossimi esami che sono fissati a ottobre. Ci sono diverse strutture con cui collaboriamo e riusciamo a dare opzioni diverse in base ai redditi delle famiglie: fino a una certa soglia si ha diritto all’alloggio gratuitamente, sopra a prezzi di favore e comunque più bassi di quelli di mercato. Noi ci occupiamo di raccogliamo le disponibilità di tutte le strutture che si offrono di dare alloggio e in base alla caratteristiche cliniche o reddituali indirizziamo i familiari» spiega infatti un portavoce del noto nosocomio della Capitale.

I genitori sono e saranno come detto costretti a sottoporre il figlioletto a esami e cure lontano da casa e questo ha messo in crisi il bilancio familiare: la madre si è cioé vista costretta a chiudere in pratica la sua attività da titolare di una lavanderia e il padre ha già esaurito le ferie 2022 e 2023 per non utilizzare il congedo parentale, trovando piena solidarietà in colleghi generosi che gli hanno donato dieci settimane delle loro ferie per consentirgli di stare al fianco di Oliver e portare avanti il percorso di cure. «L’unico medicinale approvato in Italia è utilizzabile dai due anni di vita in poi. Nostro figlio è il primo caso conosciuto così grave per dimensione e posizione in un bambino così piccolo e solo per quelli per cui non ci sono più speranze lo utilizzano prima, speriamo quindi di non averne assolutamente bisogno» ha spiegato la madre. Per questo, la Terapia Intensiva Neonatale diretta dalla dottoressa Gina Ancora si è rivolta al Bambin Gesù di Roma, che ha tutto il necessario per accertamenti mirati e periodicamente monitora il piccolo. Trasferte per le quali i genitori hanno chiesto sostegno su GoFoundMe, scatenando per fortuna un bel moto di solidarietà.

Per fortuna non solo su Internet.

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