Martina Manuzzi non c’è più. Quello che resta, dopo che la crisi respiratoria che sabato sera l’ha strappata alla vita troppo presto, è un vuoto incolmabile. Nel cuore dei suoi genitori e tra i banchi di scuola in cui sedeva insieme ai suoi compagni. A settembre, Martina, 18 anni compiuti lo scorso marzo, avrebbe frequentato l’ultimo anno dell’istituto alberghiero di Riccione, sezione di pasticceria. Quando suonerà la prossima campanella, un banco, il suo, resterà vuoto. A quell’amica che non c’è più, ora, i compagni di classe si rivolgono indirizzandole pensieri, parole e lacrime. I funerali sono previsti oggi, alle ore 15, nella parrocchia Cuore immacolato di Maria a Bellariva.

“Non doveva andare così”

Sara Kacmoli scrive all’amica Martina che sta «vivendo da tre giorni su una nuvola. Fisicamente sono qua, ma la mia testa e il mio cuore sono costantemente da te. Non doveva andare così piccola Marti. Questi giorni sono stati surreali, incredibilmente distruggenti per tutti noi».

E poi quella sera, «quella che tutti noi vorremmo cancellare, arrivò un messaggio da un ragazzo sconosciuto in cui c’era scritto la “Marti è venuta a mancare”. Speravamo in uno scherzo di cattivo gusto e quindi iniziammo a informarci immediatamente, chiunque ti conoscesse ricevette un nostro messaggio».

«Finché arrivò quella maledetta risposta sempre della tua mamma: “La Marti è salita in cielo”. I brividi su tutto il corpo, il battito del cuore accelerato e le immense e incontrollabili lacrime che coprivano il nostro viso. Non ci credevamo, non poteva essere vero, non doveva essere vero».

«La notte nessuno chiuse occhio – scrive ancora Sara -. Il giorno dopo tutti ai rispettivi lavori ma nessuno riusciva a fare il proprio dovere. Il nostro unico pensiero eri tu, Marti». E promettendo che «il tuo posto vicino a Giovanni continuerà a essere tuo», Sara lo afferma a nome di tutti, che Martina «sarà sempre la nostra Smane, sarà sempre la nostra amica, sarai sempre la nostra compagna di classe, sarai per sempre tu».

«Eri bella e profumata”

E proprio il compagno di banco, Giovanni Orlati ricorda l’amica Martina, spiegando che era «bella come un fiore, dolce e sempre profumata». «Ti vestivi elegante e non perdevi l’occasione di fare festa – scrive – ma ciò che colpiva di te era l’enorme gentilezza che avevi verso chiunque. Tutti ti conoscevano, non passava un giorno a scuola, in città o la sera al mare che qualcuno non ti riconoscesse e ti salutasse, perché tu sei così, lasci il segno, semplicemente te stessa, capace di farti amare da chiunque». «Sarai sempre la Martina speciale che quando aveva una notizia da darmi mi schiaffeggiava il braccio saltando, con cui ho passato parte degli anni più belli – dice ancora Giovanni – ti porto nel cuore Marti, e lì resterai. Un giorno ci rivedremo, ma fino ad allora sappi che non ti lascerò mai. Resterai con me, perché saremmo dovuti restare insieme, e pensare di tornare a scuola senza te nel banco accanto mi distrugge». E conclude la lettera con una promessa: «Torneremo a ballare insieme al Turquoise d’estate, Marti».

Stretta ai nostri cuori

Anche la scuola, docenti e ragazzi, ha voluto mettere per iscritto la sofferenza per la scomparsa di Martina: «È stato facile volerti bene, complice la tua tenerezza e il passo lieve con cui hai camminato fra di noi, sempre discreta, mai fuori posto. Ti teniamo stretta nei nostri cuori cara Martina, ora più che mai. Ti ritroveremo nel sole, ti respireremo nell’aria e ti abbracceremo nel vento, sarai la nostra stella personale, il nostro angelo privato. Prega per noi cara Martina, aiutaci, ora più che mai che siamo tristi, che ci sentiamo impotenti, che non riusciamo a capire, che ci ritroviamo piccoli e soprattutto più soli».

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