Rimini, lancia di tutto contro la moglie: arrestato per maltrattamenti

Quando si arrabbiava, perché gli affari andavano male o si ritrovava senza cocaina, se la prendeva con la moglie: nel corso di lunghi anni di matrimonio, in preda a l’ira, l’avrebbe schiaffeggiata e le avrebbe tirato addosso di tutto: in particolare telefoni cellulari e telecomandi.
È il quadro dei maltrattamenti familiari subiti dalla donna secondo il racconto che lei stessa ha reso negli uffici della questura dopo che i poliziotti, non più tardi di un mese fa erano intervenuti per proteggerla dall’ennesima aggressione del marito (in quel caso armato di coltello).
All’uomo, già finito nei guai allora, è stata così notificata ieri un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Rimini Benedetta Vitolo su richiesta del sostituto procuratore Luca Bertuzzi.
Nel provvedimento si legge che esiste il «pericolo concreto e attuale che l’indagato commetta altri delitti della stessa specie di quelli per cui si procede» e, in particolare, che «compia ulteriori condotte prevaricatorie e vessatorie nei confronti della persona offesa» con l’ulteriore «non trascurabile rischio che l’escalation trascenda in condotte ancor più gravi» capaci di mettere a repentaglio «l’incolumità fisica della medesima». Costretta a rifugiarsi a casa dei suoceri per sfuggire all’ultima scenata dell’uomo, che era arrivato a impugnare un coltello tentando si sfregiarla, si è convinta a mettere fine a un matrimonio che andava avanti da quasi venti anni.
Il marito, un quarantenne originario della Campania difeso dall’avvocato Massimiliano Orrù, deve rispondere anche di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali.
Dopo avere accettato di lasciare l’abitazione coniugale aveva attirato nel suo alloggio la moglie con un pretesto, ma poi l’aveva accolta impugnando un coltellaccio da cucina. Un vicino aveva sentito le urla ed era intervenuto per primo in difesa della donna, in attesa dell’arrivo degli agenti di una Volante.
L’uomo, fuori di sé si era scagliato anche contro i poliziotti pronunciando frasi minacciose: «Non mi fai paura, tu non sai chi sono io: bimbo del c… esci da casa mia, chi ti ha dato il permesso di entrare, sei l’ultimo dei poliziotti, sei uno zerbino».

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