Aveva chiesto di utilizzare la sede abbandonata della nuova questura vin via Ugo Bassi per ospitare la sede unica del Comune ipotizzata nell’area della stazione. La mozione presentata da Gioenzo Renzi (Fratelli d’Italia) è stata respinta (6 favorevoli, 2 astenuti e 15 contrari) dal consiglio comunale. Renzi chiedeva anche di non rinnovare l’affitto dell’immobile di via Rosaspina, una delle sedi che ospita uffici e servizi del Comune, e di procedere invece con la costruzione di un proprio centro direzionale uffici. Tra le proposte quella di realizzare la sede unica del Comune negli spazi destinati alla questura di via Bassi.  

“Sottoscrivo il tema dell’opportunità della valorizzazione del patrimonio del Comune – ha risposto l’assessore al patrimonio, Roberta Frisoni –. Evitare di disperdere risorse economiche in affitti e cercare di rivalutare gli immobili già nella nostra disponibilità è un percorso che la giunta condivide e sul quale poggia anche il ragionamento che come amministrazione avevamo avviato rispetto alla possibile realizzazione della sede unica del Comune nell’area della stazione centrale. Area che si presenta strategica per la sua centralità e per i collegamenti. E’ evidente però che, oggi come oggi, qualsiasi ragionamento deve essere reinterpretato alla luce delle conseguenze e delle trasformazioni indotte dalla fase storica che stiamo attraversando. Ci accorgiamo quotidianamente di come il Covid abbia modificato le consuetudini della nostra vita e questo ci deve spingere anche a rivalutare alcuni progetti a 360 gradi, ad accelerare su alcuni processi e ripensarne altri. Penso al tema della digitalizzazione, già ieri fondamentale e oggi imprescindibile, e che comporterà una riorganizzazione del lavoro e dei servizi. I primi riflessi si vedono già oggi, ma è evidente che, guardando al domani, queste considerazioni diventeranno cruciali, ancor più parlando di pianificazione delle sedi comunali e del personale. Così come c’è la tendenza da parte delle grandi aziende internazionali a smettere gli immobili e proporre uffici diffusi, così anche gli enti locali devono guardare ad una nuova concezione di servizio al pubblico. Il tema infatti non è portare le persone in Comune, ma portare il Comune a casa dei cittadini. Come amministrazione stiamo facendo approfondimenti in questo senso, per capire come tradurre in pratica questa nuova necessità, con la dislocazione del Comune su più punti del territorio e avvicinare così i servizi ai cittadini. Anche l’area della questura citata dal consigliere Renzi per le sue caratteristiche potrebbe rientrare in questo tipo di ragionamento, ma, ripeto, ogni decisione deve tener conto di un ripensamento a monte dell’erogazione dei servizi ai cittadini”.

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