Rimini, non solo Eurovision: da Sanremo alle Olimpiadi, la lista dei sogni

La candidatura riminese all’Eurovision dopo la vittoria dei Maneskin chiama in causa il Festival italiano di riferimento, quello di Sanremo. Ci sono stati infatti un anno e un giorno in cui anche “Sanremo” poteva arrivare a Rimini. È il 2002, quando in piena bagarre fra il Comune di Sanremo e le case discografiche, Rimini diventa in un attimo la possibile alternativa alla città dei fiori come nuovo approdo del Festival della musica.

Il sindaco Alberto Ravaioli gioca sul filo delle parole: Festival e Sanremo sono un binomio indissolubile, però mai dire mai. Il collega ligure liquida tutto con una provocazione: Rimini vuole il Festival? Allora io chiedo il Duomo e il Ponte di Tiberio. Dal palco dell’Ariston ci pensa Pippo Baudo a chiudere la porta in diretta televisiva: a Rimini al massimo si può organizzare il festival della piadina. Ravaioli non si offende e invia a “Super Pippo” un cesto di prelibatezze nostrane.

Fine? Proprio no, la storia di Rimini “capitale di tutto” è piuttosto ricca. Il pensiero di ospitare le Olimpiadi negli anni ha attraversato le menti di professionisti, politici e amministratori.

Nel 2003 le imprese di Luna Rossa e Max Sirena hanno già contagiato mezza Italia, così quando gli svizzeri di Alinghi vincono la Coppa America, la mancanza di coste mette in moto la macchina delle candidature alternative. Possono mancare Rimini e la riviera? I punti a favore sono sempre quelli: grande capacità organizzativa e potenzialità ricettive al top. Nulla da fare invece per brezze, venti e fondali profondi. Non a caso tocca a Valencia ospitare i match race.

Capitolo a parte merita il vertice 2001 della Fao, l’organizzazione che combatte la fame nel mondo. Inutile precisarlo: ci facciamo riconoscere subito e invece di fare squadra, scoppiano polemiche furiose con chiara matrice politica. La città e i servizi superano ogni ispezione (soprattutto la nuova Fiera). L’attacco alle Torri gemelle dell’11 settembre tira un colpo di spugna su tutto: vertice annullato.

Nel gruppo delle ambizioni più o meno grandi, c’è anche una candidatura vera: Rimini nel 2002 cerca di portarsi a casa i Giochi del Mediterraneo. Alla fine vince Pescara.

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