Rimini. “Non si rubano le posate”: scoppia il finimondo al ristorante, bottiglia spaccata in testa

Lo hanno sostenuto al momento dell’arresto e anche durante l’esame testimoniale in aula. Quelle tre posate non le avevano prese per rubarle ma per controllare la pulizia che non pareva essere il massimo. La spiegazione non ha però convinto il Tribunale che ha condannato a tre anni e 2 mesi di reclusione oltre a 650 euro di multa Werner De La Hoz Bermejo cittadino colombiano di 40 anni e alla moglie Natasha Louise Saibene, 25 anni. I reati per cui sono stati riconosciuti colpevoli: rapina aggravata in concorso, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate.
La coppia di cittadini sudamericani che abita a Riccione lo scorso 25 settembre ha dato letteralmente di matto quando un cameriere del ristorante dove volevano cenare dopo aver fatto un bel pieno di whisky, li ha accusati di voler rubare un coltello, una forchetta e un cucchiaio presi da un tavolo apparecchiato all’esterno del locale.
La situazione è rapidamente peggiorata quando al primo cameriere si è affiancato un collega e il proprietario del locale. Tra uno strattone e l’altro la signora ha iniziato ad urlare. Le grida hanno attirato l’attenzione di un villeggiante che si è precipitato sulla scena del delitto venendo scambiato dal marito per colpa della camicia bianche indossata, per un altro cameriere. Così, senza pensarci un attimo, ha preso la prima bottiglia che gli è passata tra le mani è l’ha spaccata sulla testa dello sventurato.
A questo punto, oltre alle forze dell’ordine, è stato richiesto anche l’intervento del 118. Sul posto in pochi minuti è arrivata una Volante della Questura. La vista delle divise non ha calmato i due “rapinatori”. Anzi. Come una furia lei si è lanciata contro i poliziotti. Gli agenti sono stati così costretti a “sparare” lo spray al peperoncino. La donna che a quel punto è letteralmente impazzita. Si è inventata di essere incinta e dopo aver urlato agli agenti «se ho perso mio figlio me la pagherete» (risulterà che aveva abortito spontaneamente alcuni giorni prima), ha iniziato a ricoprire lui e tutta la sua famiglia di insulti e minacce di morte. Quindi ha dato seguito alle minacce: e dopo essersi denudata, cercato di sedersi al posto di guida della Volante, ha colpito con violentissimi calci al basso ventre uno dopo l’altro i due poliziotti. L’avvocato Grimaldi che difende la coppia (l’uomo è in carcere a Forlì la moglie è assoggettata all’obbligo di firma) ha annunciato ricorso in appello.

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