Rimini. Muore di overdose: arrestato lo spacciatore

La notte tra il 6 e 7 marzo di quest’anno, stroncato da quella che l’autopsia sentenziò essere stata una overdose da cocaina, Silvestro Perillo smise di respirare davanti agli occhi della fidanzata, della madre e del fratello. Ieri mattina, a distanza di 8 mesi dalla tragedia, la Squadra mobile della Questura di Rimini, in esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal Gip Vinicio Cantarini così come richiesto dal sostituto procuratore Luca Bertuzzi, ha fatto scattare le manette ai polsi di Sedi Etemaj, cittadino albanese di 31 anni con regolare domicilio a Rimini. Il reato provvisorio che gli viene contestato e quello di detenzione e spaccio continuato di sostanze stupefacenti. Imputazione costruita sulla base delle dichiarazioni di diversi acquirenti, rintracciati grazie alle intercettazioni telefoniche fatte dagli investigatori guidati dal vice commissario aggiunto Mattia Falso.

L’indagine

I riflettori sull’uomo, originario di Berat, sono stati accesi sull’uomo dalla Mobile e dal Pm Bertuzzi, praticamente nella stessa nottata in cui Perillo è spirato. La fidanzata, infatti, ha raccontato che il compagno aveva iniziato a farsi di cocaina da un anno circa. Neve acquistata sempre da un pusher di fiducia che lei non aveva mai visto, ma sapeva. Così era stata la sera prima della morte: assieme erano andati a Bellariva dove il pusher, conosciuto con il soprannome di “Sergio”, arrivato in monopattino, aveva ricevuto 80 euro e consegnato due dosi di “neve”. Acquisti, ha puntualizzato la donna, fatti regolarmente almeno due volte ogni settimana da ormai un anno.

Trovato nello smartphone della vittima il numero di telefono dello spacciatore, gli investigatori della sezione Antidroga della Squadra mobile, hanno subito chiesto l’autorizzazione per mettere l’utenza sotto controllo. L’attività d’ascolto ha permesso di ricostruire diverse altre vendite fatte sempre ad acquirenti abituali. Quantitativi mai superiori al mezzo grammo a dose, piazzati ad un prezzo di mercato decisamente alto rispetto alla media: tra i 100 e i 120 euro al grammo.

Etamaj, che al momento del fermo non ha opposto alcuna resistenza, è stato rinchiuso nel carcere dei Casetti.

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