Rimini, morto in bici in piazza Malatesta: l’indagine si allarga

Attilio Gambetti perse la vita in seguito alla caduta in bicicletta sui nuovi gradoni di piazza Malatesta, morendo a 78 anni, il 5 ottobre del 2021. Del suo decesso, avvenuto quando la piazza all’ombra della rocca malatestiana era un cantiere a cielo aperto, saranno chiamate a rispondere almeno quattro persone, tutte accusate di omicidio colposo. Il fascicolo inizialmente aperto contro ignoti si arricchisce quindi adesso di nomi e cognomi, che nelle more del processo potrebbero anche moltiplicarsi.

Gli avvisi di garanzia agli indagati sono in dirittura d’arrivo, e presto si svolgeranno i primi interrogatori. E in quest’occasione, (che con buone probabilità si verificherà prima della fine dell’anno) potrebbero emergere nuove responsabilità, e quindi nuovi indagati che andranno ad ampliare la platea dei soggetti chiamati a dimostrare in giudizio di non essere responsabili della morte del 78enne residente a Reggio Emilia.

Il tema, infatti, è quello della segnalazione dell’area. Erano state prese tutte le precauzioni per evitare che qualcuno si trovasse in situazioni di pericolo?

È questa la domanda a cui il pubblico ministero Paolo Gengarelli mira a dare una risposta, evidenziando le singole responsabilità, tra dipendenti comunali e operatori del cantiere. E in un contesto di concorso di colpe, la difficoltà sarà proprio quella di riuscire a discernere le singole colpe. Per farlo, bisogna attendere gli sviluppi del procedimento in aula.

La vicenda

Gambetti cadde con la sua bicicletta il 28 settembre di un anno fa in piazza Malatesta e morì il 5 ottobre in ospedale a Rimini, senza aver mai ripreso conoscenza. Nel buio della sera, l’uomo, pensionato e residente in Emilia, non deve aver visto il gradone da poco realizzato per la nuova fontana, scivolando mentre era in sella, e battendo violentemente la testa sul selciato, riportando anche la frattura di due vertebre cervicali. Al trauma cranico era seguito anche un infarto, che non ha lasciato più scampo all’uomo.

«Vogliamo chiarezza»

I figli della vittima, assistiti dall’avvocato Andrea Pellegrini, entrambi originari di Rimini, fecero un esposto in cui affermarono di «voler solo che si faccia chiarezza su quanto accaduto».

La stessa mattina del tragico incidente almeno un’altra persona era caduta nello stesso punto. Le fotografie scattate dopo l’accaduto documentarono la scarsa illuminazione, l’assenza dell’acqua, il dislivello di circa cinquanta centimetri.

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