Rimini, è morto Elio Ghelfi, il signore della boxe

Rimini, è morto Elio Ghelfi, il signore della boxe

RIMINI. E’ morto Elio Ghelfi, il signore della boxe. Aveva 82 anni. Era nato a Rimini il primo giugno del 1937. Pugile senza grande successo, Ghelfi aveva lavorato all’azienda Amir di Rimini come dipendente ma poco alla volta era diventato uno dei migliori maestri del pugilato mondiale (e in seguito anche manager), assistendo all’angolo del ring i suoi pugili per 2200 incontri. Gli atleti che si sono affidati a lui hanno conquistato cinque titoli mondiali. Sono i fratelli Maurizio e Loris Stecca, Francesco Damiani, Patrizio Sumbu Kalambay ed Harry Geiger. Ma nel suo palmares ci sono anche cinque titoli europei e dieci italiani. E non va dimenticato il titolo olimpico di Maurizio Stecca nel 1984 a Los Angeles. Sempre in viaggio fra la sua Rimini e il mondo (19 le trasferte negli Usa), ai tempi d’oro della sua carriera (e della boxe) i suoi atleti hanno affrontato gente come Leon Spinks, Ray Mercer, Roberto Duran, Bob Hope, Tyrel Biggs, Teofilo Stevenson… Molto attaccato alla sua città, Ghelfi ha anche ricoperto il ruolo di consigliere comunale prima con Rifondazione comunista e poi con i Ds.

Rimini, è morto Elio Ghelfi, il signore della boxe
Elio Ghelfi da giovane quando si dedicò alla boxe come pugile

Malato da tempo, costretto in casa da 3 mesi, le sue condizioni sono peggiorate ieri ed è morto alle 17.30. “Aveva avuto una crisi respiratoria”, spiega il figlio Ivan, “gli hanno fatto anche il tampone per vedere se aveva il Coronavirus ma è risultato negativo. Dispiace tanto che non si possa fare una cerimonia pubblica. I suoi ragazzi hanno chiamato in tanti e sono “arrabbiati” perché avrebbero voluto salutarlo.Per molti di loro non è stato solo un allenatore ma un babbo. Mi si stringe il cuore anche per questo”. La speranza è quella di poter organizzare un momento pubblico dedicato a lui quando sarà terminata l’emergenza Coronavirus.

https://www.corriereromagna.it/elio-ghelfi-racconto-vita-boxe-intervista/

Argomenti:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *