Omicidio colposo stradale, eccesso di velocità, mancato controllo del mezzo.
Sono i reati per cui la procura della Repubblica chiede il rinvio a giudizio dell’autotrasportatore gambettolese di 43 anni che la mattina del 27 maggio del 2019, al volante del proprio Tir, investì ed uccise sul colpo nel tratto dell’A14 tra Rimini e Riccione, Domenico Casadio. La vittima, 56 anni, direttore della scuola di volo dell’Aeroclub di Rimini, era stato costretto a fermare la propria marcia in corsia d’emergenza per un improvviso guasto della Volvo su cui viaggiava. Sceso per controllare cosa fosse successo, era stato travolto in pieno dall’autocarro che lo seguiva. Per lui non c’era stato niente da fare.

L’iter giudiziario

Ieri mattina, davanti al Gup Manuel Bianchi, è iniziata l’udienza preliminare che potrebbe vedere il rinvio a giudizio del camionista o chiudersi con la celebrazione di un rito abbreviato, ipotesi ventilata dal suo difensore, l’avvocato Marco Di Troia. Anche per questo il legale ha chiesto e ottenuto il rinvio dell’udienza: si tornerà in aula il 20 maggio del nuovo anno. Prima dell’aggiornamento il giudice ha accolto la costituzione di parte civile dei due fratelli, della madre e del nipote di Casadio che si sono affidati all’avvocato Gialuca Brugioni. Il collega Marco Lunedei, invece, tutelerà gli interessi della figlia della vittima. Ruoli i loro che potrebbero mutare se la compagnia assicurativa alla ripresa dell’udienza avesse completano il risarcimento del danno.

Tante lacrime

La prematura scompara di Domenico Casadio, titolare dell’omonima società di consulenza informatica che tra i suoi clienti vantava il colosso della gelateria Mec3 di San Clemente, aveva suscitato una grande emozione. Ottimo professionista era però conosciuto principalmente, non solo a Rimini, per la sua passione per il volo e per la sua abilità a forgiare piloti per ogni tipo di brevetto. Proprio in quei giorni, tre suoi ex allievi erano stati assunti da altrettante prestigiose compagnie aeree internazionali.

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