Rimini. Morta per cancro non diagnosticato, il medico soffre di demenza

RIMINI. Episodi di confusione senza causa apparente; disturbi dell’umore; disfunzioni del sistema autonomico-vegetativo; disturbi comportamentali, cognitivi, delle abilità visuo-spaziali e visuo-percettive; disturbi motori associati al parkinsonismo. Sono i sintomi della “demenza a corpi di Lewy”, la patologia di cui è affetto l’oncologo oggi 79enne, accusato dell’omicidio colposo di una mamma di 50 anni, stroncata da un tumore al seno il 21 gennaio del 2019, lo stesso male che alla medesima età aveva portato via sua madre. Un cancro che secondo l’accusa il noto professionista avrebbe scambiato per una cisti.

Una malattia degenerativa di cui il medico, secondo la perizia depositata dal suo difensore, l’avvocato Alessandro Pierotti, sarebbe stato inconsciamente colpito due o tre anni prima delle tragedia emersa dopo la morte della paziente e che adesso lo costringe a vivere in un letto, privo di capacità motoria e cerebrale. Per questo motivo il legale ha chiesto al Gup Vinicio Cantarini di accertare l’assoluta incapacità dell’indagato di stare in giudizio. Nell’udienza fissata per il prossimo 1 dicembre, il giudice comunicherà la sua decisione che probabilmente sarà quella di nominare un proprio consulente tecnico per verificare le conclusioni della difesa.

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