Rimini, molestie sessuali alle sue commesse: arrestato

Con l’accusa di violenza sessuale e lesioni la Squadra mobile di Rimini ha arrestato un cinquantaduenne responsabile di un negozio di abbigliamento all’interno di un grande centro commerciale di Rimini.

L’uomo, che è di origine campana, avrebbe molestato sessualmente tre giovani commesse che si sono alternate nel suo punto vendita inducendole a licenziarsi o a mettersi in malattia, stremate dal disgusto e dallo stress. D’altronde, stando a quanto si legge nell’ordinanza, il datore di lavoro non dava alternative: «Se vuoi che ti rinnovi il contratto alla prossima scadenza, vieni in bagno con me: io faccio un favore a te e tu ne fai uno a me!».

Le commesse, tutte sui venti anni, non sono scese a compromessi, ma prima di rivolgersi alla questura e denunciare il titolare hanno sopportato a lungo i comportamenti inopportuni del cinquantaduenne che in più di un caso avrebbe passato ogni limite palpeggiando le natiche delle ragazze, mimando atti sessuali e diventando aggressivo e violento davanti alla prospettiva di essere smascherato. Lo scorso 4 febbraio, ad esempio, l’uomo dopo avere afferrato un coltello da cucina utilizzato per aprire gli scatoloni con gli abiti, si sarebbe avvicinato a una delle commesse. Lei il giorno prima gli aveva risposto per le rime rifiutando una “avance” condita da una fastidiosa allusione. Invitato a tenere la lama lontana, l’uomo aveva risposto in maniera arrogante: «Se no cosa fai?», sferrandole poi un pugno sullo sterno prima di andarsene. Sospettava qualcosa? Solo qualche giorno prima infatti le ragazze, dopo essersi consultate tra loro, avevano deciso di non farla passare liscia al titolare ed erano corse a raccontare tutto agli agenti (per tutelarsi legalmente si sono rivolte all’avvocato Stefano Caroli).

I loro racconti danno il via all’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Davide Ercolani che in poco tempo delinea un quadro chiaro, per quanto può essere un’inchiesta ancora nella fase preliminare (nei prossimi giorni l’uomo che si trova ai domiciliari ed è assistito dall’avvocato Massimiliano Orrù, potrà fornire la sua versione dei fatti). Di certo, il Gip Vinicio Cantarini che ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare non sembra avere dubbi dopo l’attenta lettura della richiesta di arresto del pm Ercolani. Parla infatti di «un contesto lavorativo reso insopportabile e intollerabile dagli abusi sessuali, verbali e fisici, commessi dal titolare ai danni delle proprie dipendenti». L’indagato si sarebbe comportato come «un vero predatore sessuale, approfittando della propria posizione di superiorità gerarchica» costringendo le ragazze a subire molestie «in modo reiterato e abituale».

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